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Hildy: Vedo che sfoggi la solita grinta.

Walter: È la prima volta che mi giostro un governatore, cosa posso fare per te?

Hildy: Ti dispiace se mi metto a sedere?

Walter: C'è sempre stata la lampada alla finestra per te!

[Walter fa cenno a Hildy di sedersi sulle sue gambe.]

Hildy: Sono già saltata da quella finestra molto tempo fa.

[Walter prende una sigaretta.]

Hildy: Posso averne una anch'io? Grazie... e un fiammifero... grazie.

Walter: Bene bene, quanto tempo è?

Hildy: Quanto tempo è cosa?

Walter: Andiamo, lo sai, quanto tempo è che non ci vediamo noi due?

Hildy: Fammi pensare un attimo, 6 settimane a Rino, poi le Bermuda, 4 mesi circa direi. Eppure mi sembra ieri.

Walter: Forse era ieri Hildy. Di un po', ti sono mai comparso in sogno?

Hildy: No, no non funziona più, non mi riconosceresti per come sono cambiata.

Walter: Oh, sì, invece. Ti riconoscerei sempre ovunque in qualsiasi momento...

Hildy: «...sempre, ovunque»: ah, ti stai ripetendo, caro, queste sono le parole della tua dichiarazione.

Walter: Noto che te le ricordi ancora.

Hildy: Certo, è perché le ricordavo che ho divorziato.

Walter: Eh, questo non te lo perdonerò mai.

Hildy: Questo che?

Walter: Il divorzio! Mia cara.

Walter: Una cosa che ti fa perdere la fiducia in te stesso, ti dà la sensazione di essere superfluo.

Hildy: Per la verità i divorzi servono proprio a questo.

Walter: Ah, tu hai un'idea all'antica del divorzio, come se fosse eterno, fino a che morte non vi riunisca. Oggi però il divorzio non vuol dire più niente, Hildy, sono 2 parole dette da un giudice distratto. Ma tra me e te c'è qualcosa che non potrà cambiare mai!

Hildy: Uhm, be' in fondo hai ragione, in un certo senso.

Walter: Certo che ho ragione.

Hildy: Tu mi piaci, sì, questo è vero. Vorrei che tu non fossi un lestofante.

Walter: Oh, senti, io...

Hildy: Perché avevi promesso di non opporti al divorzio e poi invece hai fatto di tutto per ritardare e insabbiare la faccenda.

Walter: Ah, le mie intenzioni erano buone, ma sai com'è... Non ti manca tanto l'acqua come quando il rubinetto è asciutto.

Hildy: Un lumacone della tua specie, che noleggia un aereo per scrivere in cielo: "Hildy pensaci bene non dimenticare mai il tuo dolce Walter". Anche il giudice corse alla finestra per vedere cosa succedeva.

Walter: Be', non faccio per vantarmi, ma al momento mi sembrò un'idea più che eccellente. Dopo tutto ero un marito che non voleva veder distrutto il suo focolare domestico.

Hildy: Quale focolare?

Walter: Ma come quale? Quello che ti avevo promesso, non te ne ricordi?

Hildy: Ma come no, per inaugurarlo dopo la luna di miele vero? Bella luna di miele!

Walter: Non è colpa mia se proprio allora ci fu una tremenda frana in quella miniera. Io volevo passare la luna di miele con te, Hildy, te lo giuro.

Hildy: Tutto ciò che so, è che invece di 2 settimane ad Atlantic City con mio marito, ho passato quasi 2 settimane in una miniera come cronista! Non vorrai negarlo, spero.

Walter: Negarlo? Ne sono orgoglioso, abbiamo battuto tutti con quel servizio!

Hildy: E anche se fosse? Non mi ero di certo sposata per questo! Oh, ma tanto a che serve? Senti, senti un attimo: quello che sono venuta qui a dirti è di smetterla di telefonarmi dodici volte al giorno e di mandarmi dieci telegrammi...

Walter: Vado forte con i telegrammi, vero? Lo dicono tutti quanti!

Hildy: Vuoi ascoltare quello che devo dirti?

Walter: Lo so, lo so, non vale la pena litigare, sei tornata per lavorare qui con me al giornale, se vediamo poi che da buon amici non funziona, ci risposiamo di nuovo!

Hildy: Cosa, come?

Walter: Certo, io non ti serbo nessun rancore, tesoro.

Hildy: Oh Walter, sei un vero fenomeno, anche se detestabile. Ma vuoi stare un po' zitto fino a che ti ho detto ciò per cui sono venuta a dirti?

Walter: Andiamo a mangiare qualcosa? Che ne dici?

Hildy: Ho già un impegno per il pranzo.

Walter: Disdicilo!

Hildy: Non posso disdirlo!

Walter: Ma sì che puoi!

Hildy: Lasciami le braccia! Vuoi mettermi le manette?

Walter: Ehi, calma, calma.

Hildy: Stai a sentire, caro Walter, tu non sei più mio marito, non sei più nemmeno il mio capo, dimenticami per sempre.

Walter: Cosa diavolo vorresti dire?

Hildy: Proprio quello che ho detto.

Walter: Che non ritornerai a lavorare al giornale?

Hildy: Bravo, giusto, azzeccato in pieno, signor Burns.

Walter: Aaaah, hai un'offerta migliore!

Hildy: Ma certo che ho un'offerta migliore!

Walter: E va bene, accetta pure, lavora per qualcun altro! Ecco qual è la tua gratitudine...

Hildy: No, non esagerare...

Walter: Te lo dico cos'eri quando sei venuta a lavorare cinque anni fa: una ragazzina diplomata in giornalismo con l'aria da bambolona!

Hildy: Se non avevo quell'aria lì, non mi assumevi!

Walter: È che mi era sembrata un'ottima idea poter avere in redazione una bella bambolona!

Hildy: Ascoltami Hildy!

Walter: Io ho fatto di te una grande cronista che però non varrebbe la metà in un altro giornale!

[Scoppia una litigata incomprensibile.]

Walter: E va bene, come vuoi...

Hildy: Ascoltami, Walter, ti prego, il giornale dovrà arrangiarsi senza di me e anche tu, non ha funzionato, Walter.

Walter: Avrebbe funzionato se tu ti fossi accontentata di fare la cronista, ma no signore, tu hai voluto sposarmi e rovinare tutto.

Hildy: Ah, perché, è così? Io avrei chiesto la tua mano?

Walter: Be', praticamente sì, perché per due anni interi mi hai fatto gli occhioni languidi: oh Walter! Eppoi la sera in cui mi sono dichiarato ero sbronzo, se tu fossi stata una signora non avresti fatto caso a quello che dicevo!

Hildy: Brutto villano!

[Hildy lancia una borsa a Walter.]

Walter: Oh, oh, non hai più l'occhio di una volta, miravi meglio!

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