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Commodo: Perché è ancora vivo?

Lucilla: Non lo so.

Commodo: Non dovrebbe essere vivo. Questo mi irrita molto. Sono terribilmente irritato. Ho fatto quanto dovevo fare. Se nostro padre avesse potuto fare a modo suo l'impero sarebbe stato fatto a pezzi. Lo capisci?

Lucilla: Sì.

Commodo: Che cosa hai provato quando lo hai visto?

Lucilla: Non ho provato niente.

Commodo: Ti ha colpito profondamente, non è vero?

Lucilla: Non più di quanto io abbia colpito lui.

Commodo: Mi hanno mentito in Germania. Mi avevano detto che era morto. Se mi hanno mentito non mi rispettano. Se non mi rispettano, come potranno amarmi?

Lucilla: Allora dovrai far sì che le legioni sappiano che il tradimento non resterà impunito.

Commodo: Povera sorella. Non vorrei essere tuo nemico.

Lucilla: Che cosa farai?

Guardia: Da questa parte.

Lucilla: Le ricche matrone pagano bene per passare la notte coi loro campioni preferiti.

Massimo: Sapevo che tuo fratello avrebbe mandato dei sicari, non credevo che avrebbe inviato il migliore!

Lucilla: Massimo, lui non sa che sono qui.

Massimo: Mia moglie e mio figlio sono stati bruciati e crocifissi da vivi!

Lucilla: Non sapevo niente.

Massimo: Non mentirmi!

Lucilla: Io ho pianto per loro.

Massimo: Come hai pianto per tuo padre? Come hai pianto per tuo padre?

Lucilla: Ho vissuto in una prigione di paura da quel giorno. Non poter piangere tuo padre per timore di tuo fratello. Vivere nel terrore ogni momento di ogni giorno perché tuo figlio è l'erede al trono. Oh, se ho pianto.

Massimo: Mio figlio era innocente!

Lucilla: Come lo è il mio! Dovrà morire anche mio figlio perché tu possa fidarti di me?

Massimo: Che cosa ti importa se mi fido di te o no?

Lucilla: Gli dei ti hanno risparmiato, non lo capisci? Oggi ho visto uno schiavo diventare più potente dell'imperatore di Roma!

Massimo: Gli dei mi hanno risparmiato? Io sono alla loro mercé. Il mio unico potere è di divertire il popolo!

Lucilla: Quello è il potere! Il popolo è Roma! E finché Commodo lo controlla, controlla ogni cosa. Ascoltami, mio fratello ha dei nemici, in primo luogo nel Senato. Ma poiché il popolo lo segue, nessuno ha osato levarsi contro di lui prima di te.

Massimo: Gli si oppongono senza fare niente!

Lucilla: Ci sono politici che hanno dedicato la loro vita a Roma. Un uomo più di tutti. Se riesco a convincerlo, tu lo incontrerai?

Massimo: Non riesci a capire? Potrei morire qui stanotte o nell'arena domani mattina! Io sono uno schiavo! Che cosa credi che possa mai fare?

Lucilla: Quest'uomo vuole quello che vuoi tu.

Massimo: Allora che uccida lui Commodo!

Lucilla: Conoscevo un uomo una volta. Un uomo nobile. Un uomo di saldi princìpi, che amava mio padre e che mio padre amava. Quell'uomo servì bene Roma.

Massimo: Quell'uomo non c'è più. Tuo fratello ha fatto bene il suo dovere.

Lucilla: Lasciati aiutare da me.

Massimo: Sì, tu puoi aiutarmi. Dimentica di avermi conosciuto. E non tornare mai più qui. Guardia! Questa donna ha finito con me.

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