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Totò contro i quattro

Frasi del film

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Frasi di Totò contro i quattro

Riassunto e trama del film Totò contro i quattro

[da Wikipedia]
Roma, la giornata dell'integerrimo commissario Antonio Saracino inizia male: la sua automobile nuova è stata rubata nella notte. Il commissario, avvisato del fatto che una scatola di medicinali che aveva ordinato dall'estero è stata fermata alla dogana, si reca dall'ispettore di dogana Mastrillo. Questi si mostra intransigente con il commissario e non gli permette di avere un trattamento di favore. In seguito il commissario si reca in un negozio di abbigliamento intimo femminile per procurare a sé e al brigadiere Di Sabato i travestimenti per un altro caso. Con sua sorpresa, scopre che il negozio, pur essendo intestato a una donna, è gestito dallo stesso ispettore Mastrillo che utilizza questo illecito sistema per aggirare l'incompatibilità tra il suo ruolo pubblico e la proprietà del negozio. L'ultimo incontro tra l'ispettore Mastrillo e il commissario Saracino avviene al commissariato. Qui l'ispettore Mastrillo confessa al commissario, nel bagno dell'ufficio di quest'ultimo, di essere riuscito, con un sistema truffaldino ai danni dell'amministrazione doganale, a mettere da parte oltre un miliardo di lire. Non solo: addirittura propone al commissario di entrare anche lui nel "giro" ma quest'ultimo, dopo aver finto un interesse nell'affare, gli rivela di aver registrato l'intera conversazione tramite un microfono nascosto e fa arrestare l'ispettore.

Il cavalier Alfredo Fiore, in base alla testimonianza del suo pappagallo, sostiene che sua moglie lo tradisca con un veterinario, il dottor Cavallo, e vuole che la polizia indaghi: il commissario però lo manda via in malo modo. Ben presto, però, il cavaliere torna denunciando un tentativo di avvelenamento: anche stavolta il commissario lo fa allontanare.

Un sedicente colonnello La Mazza invita il commissario a un incontro al bar per informarlo che, per la sua professione di detective privato, ha scoperto che in una villa molto isolata quotidianamente entrano molte ragazze, ma non ne escono mai. Teme, così, che vengano attirate nella casa per essere uccise. Fingendosi imbianchini, i due riescono a entrare nella casa; dopo una serie di equivoci scoprono che nella casa invece si stanno girando delle scene horror di un fotoromanzo. A completare il quadro, arrivano gli infermieri di un manicomio che portano via La Mazza, che in realtà è un pazzo scappato dalla casa di cura.

L'ultimo caso è quello del Commendatore Lancetti, ricattato da un uomo misterioso. Il commissario che sospetta subito che il commendatore nasconda qualcosa di ben più grave, consiglia al Commendatore di fingere di accettare il ricatto e di recarsi a Villa Borghese, luogo concordato per la consegna. Qui, il Commissario, travestito da prostituta, scopre che il ricattatore è il cognato del Commendatore, ma scopre anche che il ricattato è un falsario in quanto ha portato con sé banconote false, e quindi arresta entrambi.

Immediatamente dopo l'arresto dei due, un agente di polizia viene ad avvertire il Commissario che la sua auto è stata ritrovata. La vettura era stata rubata da una banda di ladri che un prete, Don Amilcare cerca di redimere da un lato, e di difendere dal commissario dall'altro. Il prete è nell'automobile del poliziotto con uno dei ladri, detto Pecorino (Carlo Delle Piane), e la sta riportando al suo legittimo proprietario. Inizialmente il commissario crede che Don Amilcare sia complice dei ladri, ma quando questo gli consegna l'automobile si convince della sua innocenza e sale in vettura con lui. Pecorino, nel frattempo, dopo aver promesso al sacerdote di smettere di rubare, è andato via. Incontra, però, i suoi ex "colleghi" e questi lo convincono a tentare un ultimo colpo. Trovano, però, l'automobile del commissario e qui scoprono che dentro vi sono Don Amilcare e il commissario Saracino, ancora travestito da donna, che proprio in quel momento accusa un lieve malore e il prete decide di portarlo da un medico. Erroneamente convinto che don Amilcare abbia ceduto alle debolezze del gentil sesso, Pecorino decide di rimangiarsi la promessa fatta al prete e ricomincerà la sua carriera di ladruncolo.

Anno

1963 (55 anni fa)

Titolo originale

Totò contro i quattro

Genere

Commedia

Durata

94 minuti (1 ora e 34 minuti)

Regia

Steno

Film di Steno

Poster e locandina

Attori del film Totò contro i quattro

Totò nel ruolo di commissario Antonio Sarracino
Aldo Fabrizi nel ruolo di don Amilcare
Carlo Delle Piane nel ruolo di Pecorino
Erminio Macario nel ruolo di colonnello La Mazza
Peppino De Filippo nel ruolo di cavalier Alfredo Fiore
Ugo d'Alessio nel ruolo di brigadiere Di Sabato
Nino Taranto nel ruolo di ispettore Giuseppe Mastrillo
Mario Castellani nel ruolo di Commendatore Filippo Lancetti
Pietro Carloni nel ruolo del cognato di Lancetti
Rossella Como nel ruolo di la moglie di Lancetti
Dany París nel ruolo di Jacqueline
Ivy Holzer nel ruolo di signora Durant
Nino Terzo nel ruolo di agente Pappalardo
Moira Orfei nel ruolo di signora Fiore (parte tagliata)
Mario De Simone nel ruolo di agente Spampinato
Luciano Bonanni nel ruolo del ladro anziano
Piero Gerlini nel ruolo di un passante
Gianni Baghino nel ruolo di Gratta
Fortunato Arena nel ruolo di complice del Gratta
Consalvo Dell'Arti nel ruolo del dottore
Gregorio Wu nel ruolo del maggiordomo cinese

Biografie correlate al film Totò contro i quattro

Soggetto e sceneggiatura

Bruno Corbucci, Giovanni Grimaldi

Musiche

Gianni Ferrio

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