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Amarcord

Frasi del film

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Frasi di Amarcord

Riassunto e trama del film Amarcord

[da Wikipedia]

La vicenda, ambientata dall'inizio della primavera del 1932 all'inizio della primavera del 1933 (riferimento certo visto la corsa della VII edizione della Mille Miglia), in una Rimini onirica ricostruita a Cinecittà, come la ricordava Fellini in sogno, narra la vita nell'antico borgo (o e' borg, come a Rimini conoscono il quartiere di San Giuliano) e dei suoi più o meno particolari abitanti: le feste paesane, le adunate del "sabato fascista", la scuola, i signori di città, i negozianti, il suonatore cieco, la donna procace ma un po' attempata alla ricerca di un marito, il venditore ambulante, il matto, l'avvocato, quella che va con tutti, la tabaccaia dalle forme giunoniche, i professori di liceo, i fascisti, gli antifascisti e il magico conte di Lovignano, ma soprattutto i giovani del paese, adolescenti presi da una prepotente "esplosione sessuale".

Tra questi è messo in particolare risalto il personaggio di Titta (Bruno Zanin) Biondi (pseudonimo per Luigi "Titta" Benzi, amico d'infanzia di Fellini) e tutta la sua famiglia: il padre, la madre, il nonno, il fratello e gli zii, di cui uno matto, chiuso in un manicomio. Attraverso le vicende della sua adolescenza, il giovane Titta inizierà un percorso che lo porterà, piano piano, alla maturità.

Amarcord e l'elemento autobiografico

Amarcord è senza dubbio il più autobiografico dei film del regista riminese: il titolo stesso è un'affermazione e una conferma di ciò - a m'arcord "mi ricordo" - ed è proprio questo che Fellini ricorda attraverso gli occhi del suo alter ego (che per una volta non è Mastroianni, ma Bruno Zanin), il suo paese, la sua giovinezza, i suoi amici e tutte le figure che gli giravano attorno.

L'elemento autobiografico nell'arte di Fellini, comunque, è senza dubbio quello preponderante, basti pensare a Intervista, Roma ed a I Vitelloni: quest'ultimo caso, può essere considerato il "seguito" di Amarcord: i ragazzi sono cresciuti, i problemi sono altri, ma possiamo sempre riconoscere in Moraldo, il giovane che alla fine del film abbandona il paese natale per andare a vivere in una grande città, il giovane Fellini, che abbandona Rimini verso Roma. Un'ulteriore vena di "passato" la troviamo nelle musiche del maestro Nino Rota: musiche dolci, leggere come i ricordi che accompagnano e mostrano agli occhi degli spettatori.

Il ritorno di Fellini in Romagna si celebra dunque attraverso i piccoli accadimenti di una Rimini in pieno trionfalismo fascista tutt'altro che esaltato. Il ventaglio di una vita si apre nella coralità di un'opera degna del miglior Fellini, non a caso premiato con l'Oscar. Grazie alla collaborazione dello scrittore Tonino Guerra, davanti agli occhi dello spettatore sfila una ricchezza tale di volti e luoghi, divertimenti e finezze, malinconie e suggestioni, da far apprezzare il film a tutto il mondo. Attraverso i toni della commedia venata di malinconia, Amarcord distilla generosamente umori e sensazioni. Tutto ciò è riconoscibile nel film ma, come sottolinea Mario Del Vecchio, è la sostanza poetica che salta agli occhi. I protagonisti di Amarcord, e soprattutto le figure di contorno, non solo sono caricature di altrettante persone colte in un particolare momento storico; piuttosto, sono tipi universali, che vanno oltre la dimensione temporale per diventare immortali come, appunto, la poesia.

Anno

1973 (51 anni fa)

Genere

Biografico, Commedia, Drammatico, Fantastico

Durata

127 minuti (2 ore e 7 minuti)

Regia

Federico Fellini

Film di Federico Fellini

Data di uscita

giovedì 13 dicembre 1973

Poster e locandina

Attori del film Amarcord

Bruno Zanin nel ruolo di Titta
Armando Brancia nel ruolo di Aurelio, il padre di Titta
Pupella Maggio nel ruolo di Miranda, la madre di Titta
Giuseppe Ianigro nel ruolo di Il nonno di Titta
Nando Orfei nel ruolo di Lallo, detto "Il Pataca", lo zio di Titta
Ciccio Ingrassia nel ruolo di Teo, lo zio matto
Stefano Proietti nel ruolo di Oliva, il fratello di Titta
Magali Noël (con il nome Magali' Noel) nel ruolo di Ninola "La Gradisca"
Donatella Gambini nel ruolo di Aldina Cordini
Gianfranco Marrocco nel ruolo di Il figlio del conte
Antonino Faà di Bruno nel ruolo di Il conte di Lovignano
Fernando De Felice nel ruolo di Cicco
Bruno Lenzi nel ruolo di Gigliozzi
Bruno Scagnetti nel ruolo di Ovo
Alvaro Vitali nel ruolo di Naso
Francesco Vona nel ruolo di Candela
Aristide Caporale nel ruolo di Giudizio
Luigi Rossi nel ruolo di L'avvocato
Gennaro Ombra nel ruolo di Biscein
Domenico Pertica nel ruolo di Il cieco di Cantarel
Ferruccio Brembilla nel ruolo di Il leader fascista
Marcella Di Folco (con il nome Marcello Di Falco) nel ruolo di Il Principe
Antonio Spaccatini nel ruolo di Il federale
Maria Antonietta Beluzzi nel ruolo di La tabaccaia
Josiane Tanzilli nel ruolo di La Volpina
Gianfilippo Carcano nel ruolo di Don Balosa
Mauro Misul nel ruolo di Il professore di filosofia
Armando Villella nel ruolo di Fighetta, il professore di greco
Mario Liberati nel ruolo di Ronald Coleman, proprietario del teatro Fulgor

Biografie correlate al film Amarcord

Soggetto e sceneggiatura

Federico Fellini, Tonino Guerra

Musiche

Nino Rota

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