Aforismi di Giovanni Trapattoni
- Mia moglie mi domanda sempre, quando smetterai? E io invariabilmente le rispondo, un giorno. Lei prova sempre a farmi dimenticare il calcio, ma senza grande successo.
- Il propagandarsi o l'essere il protagonista comunque sulla base quotidiana dei mezzi di comunicazione, è una esigenza che molti hanno ma che è altamente inflazionistica.
- Giocatori con caratteristiche diverse poi si eludono a vicenda e diventa poi anche difficile proporsi in emozione come usate dire voi.
- Non compriamo uno qualunque per fare qualunquismo.
- Gianni Agnelli era un grande esteta del calcio, voleva vincere, ma prima di tutto amava i grandi giocatori, che fossero della Juve o avversari: da Hamrin a Baggio, passando per Sivori, Platini e Maradona [...] Era capace di valutare le persone, e non solo i calciatori, con incredibile sintesi e perspicacia.
- Mai dire gatto se non ce l'hai nel sacco.
- Il nostro caso è prosa, non poesia.
- Questo mio atteggiamento è un attestato. E io ci credo molto perché è credibile.
- Sia chiaro però che questo discorso resta circonciso tra noi.
- La Juventus è un po' nel mio DNA, quindi la conosco bene. È come un drago a sette teste, gliene tagli una ma ne spunta sempre un'altra. Non molla mai, e la sua forza è nell'ambiente: il Piemonte è ancora un'isola felice, senza le tensioni di Milano e Roma, e i giocatori possono prepararsi al meglio.
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