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Dialogo dal film Pulp Fiction

Marsellus: Beh, diciamo che torna a casa. Cosa pensi che farà? Non mi dire "cazzo avrà una crisi", questa non è una risposta. Insomma tu la conosci, io no. Una crisi grossa o piccola?

Jules: Ti conviene valutare l'elemento esplosivo rappresentato da Bonnie e la sua situazione. Voglio dire, se torna a casa dopo una dura nottata di lavoro e trova in cucina dei gangster, che fanno cose da gangster, eh... chi può dire cos'è capace di fare?

Marsellus: Questo l'ho afferrato, Jules, sto soltanto esaminando i se.

Jules: Non voglio sentire nessun cazzo di "se"! La sola cosa che ti deve uscire dal culo è "non ci sono problemi Jules, penso io a questa puttanata. Torna là dentro, rassicura i ragazzi e aspetta la cavalleria, che dovrebbe arrivare per direttissima"!

Marsellus: Non ci sono problemi Jules. Penso io a questa puttanata, torna là dentro e rassicura i ragazzi. E aspetta Wolf che arriverà per direttissima.

Jules: Vuoi mandare Wolf?

Marsellus: Ti senti meglio, figlio di puttana?

Jules: Sì, grande capo, certo, non dovevi dire altro!

Winston "The Wolf" Wolfe: È un tipo isterico? A che ora è prevista? Hm-hm. Ripetimi i nomi dei presenti. Jules, nero. Hm-hm. Vincent, bianco. Jimmie, bianco. Bonnie, nera. Hm-hm. Un corpo senza testa. Ci vogliono trenta minuti. Ce ne metterò dieci.

[9 MINUTI E 37 SECONDI DOPO...]

Wolf: Tu sei Jimmie, giusto? È casa tua?

Jimmie: Sì, proprio così.

Wolf: Sono il signor Wolf, risolvo problemi.

Jimmie: Ah, bene. Ne abbiamo uno.

Wolf: Me l'hanno detto. Posso accomodarmi?

Jimmie: Ma sì, la prego. Entri.

Wolf: Tu devi essere Jules, perciò tu sei Vincent. Veniamo subito al sodo, signori. Se sono stato informato correttamente, le lancette volano.

Jimmie: Al 100%.

Wolf: Tua moglie Bonnie torna a casa alle nove e mezza del mattino, è esatto?

Jimmie: Hm-hm.

Wolf: Mi è stato fatto capire che se dovesse tornare e ci trovasse qui non ne sarebbe troppo soddisfatta.

Jimmie: Per niente.

Wolf: Bene, questo ci dà quaranta minuti per toglierci dalle palle. Che se fate quello che vi dico e quando ve lo dico, sono sufficienti. Allora, in garage avete una macchina con un cadavere a cui manca la testa. Portatemici. Jimmie.

Jimmie: Ah-ah?

Wolf: Fammi un favore, ti dispiace? Ho sentito un buon odore di caffè. Me ne dai una tazza?

Jimmie: Sì, sùbito. Ah... Come lo prende?

Wolf: Molta panna, molto zucchero. Riguardo alla macchina, c'è qualcosa che devo sapere? Si ingolfa, fa fumo, è molto rumorosa, c'è benzina... qualsiasi cosa.

Jules: A parte l'aspetto la macchina è a posto.

Wolf: Sicuro? Non voglio uscire per strada e magari gli stop non funzionano.

Jules: Ehi, amico, per quanto ne so io questa figlia di puttana è perfetta.

Wolf: Meglio così. Torniamo in cucina.

Jimmie: Ecco, signor Wolf.

Wolf: Grazie, Jimmie. Hm...

Jimmie: Eh, eh!

Wolf: Allora, prima cosa, voi due: prendete il corpo e mettetelo nel portabagagli. Jimmie, la tua sembra una casa ben curata. Questo mi fa pensare che nel garage, o sotto il lavandino, ci sono molti prodotti: detersivi...

Jimmie: Sì, sì, sotto il lavandino.

Wolf: Bene. Quello che voi due dovete fare è prendere questi detersivi e pulire l'interno della macchina. Intendo dire presto, presto, presto. Dovete andare sul sedile posteriore e raccogliere tutti quei pezzettini di cervello e di cranio, e toglierli da lì. Pulite la tappezzeria. Riguardo alla tappezzeria, non è necessario che sia immacolata, non dobbiamo farci un banchetto. Dategli solo una buona strofinata. Quello di cui dovete occuparvi sono le parti ridotte veramente male, quelle pozze di sangue che si sono formate, quella schifezza, bisogna asciugarla. Ora, Jimmie, dobbiamo saccheggiare la tua biancheria. Mi servono coperte, trapunte imbottite e copriletti. Più sono pesanti e scure, meglio è. Niente roba bianca. Non possiamo usarla.

Jimmie: Ah, no.

Wolf: Dobbiamo camuffare l'interno della macchina. Copriremo il sedile anteriore, quello posteriore e i tappetini con trapunte e coperte. Certo, se un poliziotto ci ferma e infila il suo grugno nella macchina, lo stratagemma non funzionerà. Ma a una prima occhiata l'auto sembrerà normale. Jimmie, fai strada. Voi due al lavoro!

Vincent: Un "per favore" sarebbe carino.

Wolf: Che hai detto, scusa?

Vincent: Ho detto che un "per favore" sarebbe carino.

Wolf: Chiariamoci, campione, non sono qui per dire "per favore". Sono qui per dirti cosa fare. E se un istinto di conservazione ancora lo possiedi, sarà meglio che tu lo faccia, e sùbito, anche. Sono qui per dare una mano. E se il mio aiuto non è apprezzato, tanti auguri, signori miei.

Jules: No, no, no, signor Wolf, le cose non stanno così. Il suo aiuto è sicuramente apprezzato.

Vincent: Mister Wolf, ascolti. La mia non è mancanza di rispetto, chiaro? Io la rispetto. Solo che non mi piace che la gente mi abbai gli ordini, tutto qua.

Wolf: Sono brusco con voi solo perché il tempo è a sfavore. Penso in fretta, quindi parlo in fretta. E voi dovete agire in fretta se volete cavarvela. Perciò vi prego, per piacere, pulite quella cazzo di macchina.

Vincent: Non cominciare a guardarmi così, va bene? Conosco quello sguardo.

Wolf: È una Chevrolet del 1974. Verde. Niente, tranne il casino all'interno. Ah, circa venti minuti. Uno di cui non sentiremo la mancanza. Sei un brav'uomo, Joe. Grazie mille. Come andiamo, Jimmie?

Jimmie: Piuttosto bene. È tutto qui. Ma... signor Wolf, lei deve capire una cosa...

Wolf: Winston. Jimmie, per favore, Winston.

Jimmie: D'accordo. Devi capire una cosa, Winston. Ah... No, grazie. Questa è la nostra biancheria migliore. Ed è... È stato... è stato un regalo di nozze di mio zio Conrad e mia zia Ginny. Loro ormai non ci sono più. Io desidero aiutarti, eccome...

Wolf: Voglio farti una domanda, Jimmie, se non ti dispiace.

Jimmie: No, no, no, fa' pure.

Wolf: Lo zio Conrad e la zia Ginny erano miliardari?

Jimmie: No, no.

Wolf: Bene, lo zio Marsellus invece sì. E sono sicurissimo che se lo zio Conrad e la zia...

Jimmie: Ginny.

Wolf: ... Ginny fossero qui, vi regalerebbero volentieri un'intera camera da letto. Cosa che lo zio Marsellus sarebbe felicissimo di fare. A me piacciono i mobili di rovere. Ce li ho nella mia camera da letto. Tu che ne pensi, Jimmie? Ti piace il rovere?

Jimmie: Il rovere è bello.

Jules: Oh, merda... Non ti perdonerò mai per la stronzata che hai fatto. Questa roba fa schifo. Schifo.

Vincent: Conosci quella filosofia, secondo cui quando un uomo ammette di avere sbagliato gli vengono immediatamente perdonati tutti i suoi errori? L'hai mai sentito dire?

Jules: Sparisci dalla mia vista con queste cagate. Il figlio di puttana che l'ha detto non ha mai dovuto raccogliere pezzettini di cranio per colpa della tua stupidità!

Vincent: C'è un limite, Jules, c'è un limite preciso alle offese che posso accettare! In questo momento sono una macchina da corsa e tu mi spingi al massimo! Ti sto soltanto dicendo che è pericolosissimo spingere al massimo una macchina da corsa, tutto qua. Potrei esplodere.

Jules: Oh! Stai per esplodere?

Vincent: Sì! Sto per esplodere!

Jules: E io sono un fungo atomico sterminatore, figlio di puttana! Figlio di puttana, ogni volta che le mie dita toccano cervelli divento Superfly TNT, divento "I cannoni di Navarone"! Infatti!" Ma che cazzo ci sto a fare io qui dietro? Sei tu che devi pensare al cervello! Scambiamoci il posto! Io pulisco i finestrini e tu raccogli il cranio di questo stronzo!

Wolf: Ottimo lavoro, signori. Forse possiamo cavarcela.

Jimmie: Incredibile, non sembra la stessa macchina!

Wolf: Beh, non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda. La prima fase è completata, pulire la macchina. Il che ci porta alla seconda fase, pulire voi due. Spogliatevi.

Vincent: Completamente?

Wolf: A culo nudo. Svelti, signori miei. Abbiamo circa quindici minuti prima che la dolce metà di Jimmie imbocchi il viale.

Jules: Ah, l'aria della mattina è fredda, cazzo!

Vincent: Sicuro che sia assolutamente necessario?

Wolf: Sapete voi due che sembrate?

Vincent: Cosa?

Wolf: Due che hanno fatto appena esplodere la testa di un uomo. Togliersi quegli stracci insanguinati è assolutamente necessario. Metteteli nel sacco della spazzatura.

Jules: Oh! Non fare la stupidaggine di lasciare questa roba davanti a casa tua per il netturbino.

Wolf: Non preoccuparti, la portiamo con noi. Jimmie, il sapone.

Jimmie: Ecco.

Wolf: Benissimo, signori, siete già stati in carcere entrambi, ne sono sicuro. Attenzione, arriva!

Jules: Porca troia, è gelata!

Wolf: Meglio a voi che a me, signori. Non abbiate paura del sapone. Lavatevi bene.

Jimmie: Bagnagli bene la testa.

Jules: Sui capelli! Mandami l'acqua sui capelli! Avanti, cazzo! Eh!

Wolf: Asciugamani. Sono asciutti, non perdiamo tempo. Dagli i vestiti. Ah, ah, ah! Perfetto! Perfetto, non avremmo potuto fare di meglio. Ragazzi, ora sembrate... Cosa ti sembrano, Jimmie?

Jimmie: Eh... Due cazzoni!

Wolf: Ah, ah, ah, ah!

Jimmie: Sì, sembrano un paio di cazzoni!

Wolf: Ah, ah, ah, ah!

Jules: Ah, ah! Sono i tuoi vestiti, stronzo!

Wolf: Forza, signori miei. Se restiamo a ridere finiamo in prigione. Non fatevi pregare. Benissimo, signori, chiariamo le regole da seguire sulla strada. Andiamo in un posto chiamato "Lo sfasciacarrozze del mostro Joe". Ora, Mostro Joe e sua figlia Raquel finiranno di risolvere il nostro problema. Il posto è a North Hollywood. Perciò, tranne qualche deviazione, andremo dritti per la Hollywood Way. Allora, io guido la macchina incriminata. Jules, tu vieni con me.

Jules: Hm-hm.

Wolf: Vincent, tu ci segui con la mia Acura. Ora, se dovessimo imbatterci in qualche tutore della legge, nessuno fa un cazzo di niente finché io non faccio qualcosa.

Vincent: Capito.

Wolf: Che cosa ho detto?

Jules: Non fare un cazzo, a meno che...

Wolf: A meno che?

Jules: Non lo faccia lei per primo.

Wolf: Sei davvero un bambino prodigio. Riguardo a te, cowboy, sei capace di non giocare a "Mezzogiorno di fuoco"?

Vincent: Signor Wolf, senta, il colpo mi è partito non so come. Sono lucido, glielo garantisco.

Wolf: Tanto basta. Al volante sono una scheggia, perciò stammi dietro. E se quando riprendo la mia macchina è diversa da come te l'ho data, Mostro Joe dovrà sbarazzarsi di due cadaveri. Va' via, Rex!

Jules: Allora?

Wolf: Mai successo niente.

Vincent: Bene.

Wolf: Ragazzi, vi presento Raquel. Un giorno tutto questo sarà suo.

Raquel: Ciao. Ma come vi siete vestiti, ragazzi? Andate a una partita di volley?

Wolf: Ah, ah, ah! Io vado con la signorina a fare colazione. Forse posso darvi un passaggio. Dove abitate?

Vincent: A Redondo.

Jules: Englewood.

Wolf: Shh! Vedo... nel vostro futuro. Vedo... una corsa in taxi! Dovete uscire dai ghetti, ragazzi! Di' buonanotte, Raquel.

Raquel: Buonanotte, Raquel.

Wolf: Noi ci rivedremo in giro. E state lontano dai guai, pazzerelli!

Jules: Signor Wolf. Volevo solo dirle che è stato un vero piacere vederla al lavoro.

Vincent: Sì, è così, e grazie infinite, signor Wolf.

Wolf: Chiamatemi Winston. Hai visto, signorina? Rispetto. Mi rispettano tutti, perché io ho carattere.

Raquel: Anch'io ho carattere!

Wolf: No, tu hai un caratteraccio! Non vuol dire che tu abbia carattere.

Jules: Prendiamo un taxi.

Vincent: Mi è venuta un po' di fame. Ti va di fare colazione con me?

Jules: Ci sto.

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[da Cultura.biografieonline.it]
La trama del film si compone di vicende che coinvolgono figure ai margini della società e raramente disposte a rispettare la legge. Il prologo va in scena in una piccola caffetteria situata alla periferia di Los Angeles, l’Hawtorne Grill, dove Zucchino e Coniglietta, due rapinatori, stanno progettando il prossimo colpo.

Poco dopo ci troviamo a bordo della macchina di Jules Winnfield e Vincent Vega, diretti verso la casa in cui, stando alle informazioni in loro possesso, si trovano gli uomini che hanno rubato al loro capo Marsellus...leggi di più

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