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La grande bellezza

Frasi del film

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Frasi di La grande bellezza

Riassunto e trama del film La grande bellezza

[da Wikipedia]
Jep Gambardella (Toni Servillo) è un navigato giornalista di costume e critico teatrale, dal fascino innegabile, impegnato a districarsi tra gli eventi mondani di una Roma così immersa nella bellezza del passato, che tanto più risalta rispetto allo squallore del presente. Cimentatosi in gioventù anche nella scrittura creativa, è autore di una sola opera, L'apparato umano. Nonostante gli apprezzamenti e i premi ricevuti, Gambardella non ha più scritto altri libri, non solo per sua pigrizia, ma soprattutto per un blocco creativo da cui non riesce a uscire. Col tempo, lo scopo della sua esistenza è diventato quello di trasformarsi in "un mondano", ma non un mondano qualunque, bensì "il re dei mondani", come lui stesso confessa: "Quando sono arrivato a Roma, a 26 anni, sono precipitato abbastanza presto, quasi senza rendermene conto, in quello che potrebbe essere definito "il vortice della mondanità". Ma io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. E ci sono riuscito. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire".

Partecipa ogni notte a un teatrino confuso e annoiato di amici intimi e compagni di sventure ("Siamo tutti sull'orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che guardarci in faccia, farci compagnia, prenderci un po' in giro..."), tra cui Romano (Carlo Verdone), scrittore teatrale mai realizzato e perennemente al guinzaglio di una giovane donna che lo sfrutta; Lello, ricco venditore all'ingrosso di giocattoli dalla parlantina sciolta e marito infedele di Trumeau (Iaia Forte) ; Viola (Pamela Villoresi), facoltosa borghese con un figlio affetto da gravi problemi psichici che nel corso del film si suiciderà schiantandosi volontariamente con l'auto (uno tra gli eventi che avrà un ruolo nel cambiamento di Jep); Stefania (Galatea Ranzi), egocentrica scrittrice radical chic; Dadina (Giovanna Vignola), la direttrice nana del giornale su cui Jep scrive.

Una mattina, tornando da uno di quegli insipidi salotti, incontra il marito di Elisa, che un tempo era stata il suo primo (e probabilmente unico) amore: l'uomo lo attende davanti alla porta di casa per annunciargli, piangente, che Elisa è morta, lasciando dietro di sé solo un diario chiuso da un lucchetto, che l'uomo ha violato, in cui la donna narra dell'amore, mai perduto, verso Jep; il marito ha scoperto, così, di essere stato, per 35 anni, un semplice surrogato, nient'altro che "un buon compagno". Il marito di Elisa, ora afflitto e addolorato, ben presto, però, troverà consolazione nell'accoglienza affettuosa della sua domestica straniera.

Quest'episodio, unito al compimento del suo 65º compleanno, spinge Jep a una profonda e malinconica rivisitazione della sua vita, a una lunga meditazione su se stesso e sul mondo che lo circonda. E, soprattutto, innescano in lui un pensiero che, probabilmente, albergava nascosto in lui da molto tempo, quello di cimentarsi ancora nella scrittura: "Ho una mezza idea di riprendere a scrivere", confida al suo amico Romano.

Roma diventa così teatro onirico di feste, vignette, presagi e incontri casuali, da Ramona (Sabrina Ferilli), spogliarellista dai segreti dolorosi, al cardinale Bellucci, in cui è più viva la passione per la cucina che per la fede cattolica; ma, soprattutto, diventa il vero palcoscenico di Jep, sempre più convinto della futilità e dell'inutilità della sua esistenza. Il sogno di recuperare la sua identità di scrittore e letterato, di ritornare a quell'innocente bellezza del primo amore adolescenziale, sembrano infrangersi di fronte allo spettacolo aberrante e miserabile con cui Jep ogni sera deve e vuole confrontarsi.

Ben presto anche il suo "circolo vizioso" si rompe: Ramona, con cui aveva instaurato un rapporto innocente e profondo, muore per un male incurabile; Romano, deluso dall'ingannevole attraenza di Roma, lascia la città salutando solo Jep; Stefania, umiliata da Jep che le aveva rivelato i suoi scheletri nell'armadio e le sue menzogne in faccia, abbandona la vita mondana della città (rincontrando Jep in seguito, mostrandosi caratterialmente cambiata); Viola invece, dopo la morte del figlio, dona tutti i suoi beni alla Chiesa cattolica e diventa una missionaria in Africa.

La povertà di contenuti che continua a scorgere in queste feste trash e volgari lo induce infine, in un momento di ebbrezza, a un'amara confessione a cuore aperto: "Mi chiedono perché non ho più scritto un libro. Ma guarda qua attorno. Queste facce. Questa città, questa gente. Questa è la mia vita: il nulla. Flaubert voleva scrivere un romanzo sul nulla e non ci è riuscito: dovrei riuscirci io?". Sembra il segno di un fallimento durato un'intera vita: "Ho cercato la grande bellezza e non l'ho trovata" dice il protagonista.

Ma proprio nel momento in cui le speranze sembrano abbandonarlo definitivamente, ecco che l'illuminazione arriva: dopo un incontro, spinto da Dadina che vuole ottenere un'intervista, con una "Santa", una missionaria cattolica nel terzo mondo, Jep si reca all'Isola del Giglio per un reportage sul naufragio della Costa Concordia. E proprio qui, ricordandosi del suo primo incontro con Elisa in un flashback, si riaccende in lui un barlume di speranza: il suo prossimo romanzo è finalmente pronto per venire alla luce.

Sullo sguardo finalmente sereno di Jep, che osserva sorridente l'alba romana, si chiude il film, sulle note di The Beatitudes di Vladimir Martynov, suonato dal Kronos Quartet.

Anno

2013 (4 anni fa)

Titolo originale

La grande bellezza

Genere

Drammatico

Durata

142 minuti (2 ore e 22 minuti)

Data di uscita

martedì 21 maggio 2013

Poster e locandina

Attori del film La grande bellezza

Toni Servillo nel ruolo di Jep Gambardella
Carlo Verdone nel ruolo di Romano
Sabrina Ferilli nel ruolo di Ramona
Carlo Buccirosso nel ruolo di Lello Cava
Iaia Forte nel ruolo di Trumeau
Giovanna Vignola nel ruolo di Dadina
Pamela Villoresi nel ruolo di Viola
Galatea Ranzi nel ruolo di Stefania
Franco Graziosi nel ruolo di Conte Colonna
Sonia Gessner nel ruolo di Contessa Colonna
Giorgio Pasotti nel ruolo di Stefano
Giusi Merli nel ruolo di Suor Maria "La Santa"
Dario Cantarelli nel ruolo di Assistente della Santa
Roberto Herlitzka nel ruolo di Cardinale Bellucci
Serena Grandi nel ruolo di Lorena
Massimo Popolizio nel ruolo di Alfio Bracco
Anna Della Rosa nel ruolo di "Non fidanzata" di Romano
Luca Marinelli nel ruolo di Andrea
Ivan Franek nel ruolo di Ron Sweet
Vernon Dobtcheff nel ruolo di Arturo
Lillo nel ruolo di Lillo De Gregorio
Luciano Virgilio nel ruolo di Alfredo
Anita Kravos nel ruolo di Talia Concept
Massimo De Francovich nel ruolo di Egidio
Aldo Ralli nel ruolo di Cardinale
Isabella Ferrari nel ruolo di Orietta
Annaluisa Capasa nel ruolo di Elisa De Santis
Fanny Ardant nel ruolo di Se stessa
Antonello Venditti nel ruolo di Se stesso
Rino Barillari nel ruolo di Se stesso

Trailer

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Sceneggiatura

Paolo Sorrentino, Umberto Contarello

Soggetto

Paolo Sorrentino

Musiche

Lele Marchitelli

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