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Rush

Frasi del film

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Frasi di Rush

Riassunto e trama del film Rush

[da Wikipedia]

Durante gli anni settanta esplode la grande rivalità sportiva tra i piloti più talentuosi del momento, il britannico James Hunt (Chris Hemsworth) e l'austriaco Niki Lauda (Daniel Brühl) . I due, che si danno battaglia fin dai tempi della Formula 3, non potrebbero essere più diversi: Hunt è un giovane ed insolente donnaiolo che adora mettersi in mostra, mentre Lauda è un genio strategico dai modi duri e riservati.

I due piloti si conoscono inizialmente durante il campionato di Formula 3 del 1970 dove entrano subito in contrasto a causa del diverso approccio che seguono nei confronti della disciplina sportiva che praticano. Mentre Hunt vive con leggerezza ed attraversa un bel periodo agonistico essendo il pupillo della propria squadra, la Hesketh, portato in palmo di mano dal titolare, Lord Alexander Hesketh (Christian McKay), Lauda si trova di fronte ad un momento critico della propria vita, culminante con la rottura dei rapporti col padre, che rifiuta di sovvenzionare la sua carriera sportiva ritenendola inappropriata alle tradizioni familiari, che vogliono i Lauda banchieri. L'austriaco decide allora di chiedere un prestito che gli consente di entrare, come pilota pagante, a far parte della squadra BRM, che corre in Formula 1. Mostrando competenza e determinazione riesce, con l'aiuto dei meccanici, a migliorare le prestazioni della propria vettura che chiede di testare al compagno di squadra Clay Regazzoni (Pierfrancesco Favino) . Anche se i due hanno un rapporto conflittuale, sarà proprio grazie al pilota svizzero se il giovane Lauda lascerà poco dopo la BRM, divenendo dal 1973 pilota della Scuderia Ferrari. Proprio nello stesso periodo anche la squadra di Hunt decide di fare il salto di qualità e realizza una vettura in grado di partecipare al campionato di Formula 1. La macchina veste una livrea elegante perché priva di sponsor, una scelta che si rivelerà poco lungimirante e che influirà sugli sviluppi futuri della carriera di Hunt.

Nel 1975 Lauda diventa campione del mondo di Formula 1 con la Ferrari, mentre l'assenza di sponsor porta la Hesketh alla bancarotta. Hunt è in crisi perché non ha una macchina da pilotare per l'anno successivo, ma la decisione di Emerson Fittipaldi di abbandonare la squadra McLaren gli consente di proporsi ed ottenere il ruolo di pilota per il successivo campionato. Nel frattempo l'inglese si è sposato con la supermodella Suzy Miller (Olivia Wilde) . La loro unione manifesta i primi segnali di rottura in occasione della crisi di Hunt.

L'inizio del campionato mondiale del 1976 è favorevole a Lauda, che nelle prime cinque gare accumula tre primi e due secondi posti, mentre Hunt resta molto indietro. Anche la vittoria ottenuta al quarto gran premio della stagione, il Gran Premio di Spagna, viene tramutata in squalifica dopo una segnalazione della Ferrari all'autorità sportiva, in cui si evidenzia una larghezza della vettura irregolare, maggiore di quanto previsto dal regolamento. La McLaren viene subito modificata per rispettare le regole e perde, inizialmente, di competitività, tanto che Hunt subisce due ritiri nelle gare successive. La situazione è aggravata dalla scoperta che Suzy ha una relazione con l'attore Richard Burton. Poiché la moglie si trova negli Stati Uniti, Hunt decide di raggiungerla per un chiarimento, che sfocerà nel divorzio. Questo episodio gli consente di far chiarezza nella propria mente e il suo spirito competitivo riaffiora, consentendogli di tornare alla vittoria nel Gran premio di Francia, ottava gara della stagione, la prima in cui il rivale austriaco subisce una battuta d'arresto. Nel frattempo Lauda sposa Marlene Knaus (Alexandra Maria Lara), una giovane austriaca, nipote del dottor Hermann Knaus, conosciuta casualmente qualche tempo prima in Italia grazie all'aiuto inconsapevole di Clay Regazzoni. La cerimonia civile si svolge in privato e sembra donare al pilota un breve periodo di allegria e felicità, che viene però presto messo in discussione dalla sua mente analitica decisamente orientata verso la carriera. Il campionato prosegue, Lauda vince ancora e consolida il proprio primato.

La decima gara è il Gran Premio di Germania che si corre il primo di agosto sul vecchio circuito del Nürburgring Nordschleife. Il clima impetuoso del Nord Europa si manifesta sotto forma di una copiosa pioggia. Lauda, pur detenendo il primato sulla pista, essendo da sempre un calcolatore, valuta che il rischio di una corsa con asfalto molto bagnato sia eccessivo su questo circuito e fa sì che la Direzione di Gara convochi i piloti, cui chiede di seguirlo nella decisione di annullare la gara. Ma Hunt, ritenendo che, visto il vantaggio di punti accumulato, con una gara in meno in campionato l'austriaco sarebbe avvantaggiato nella corsa al titolo, convince la maggioranza dei piloti a votare a favore della corsa.

Alla partenza l'inglese è in pole position, con l'austriaco in seconda posizione. Durante il primo giro con gomme da pioggia, entrambi si convincono che l'asfalto si stia asciugando e rientrano ai box per installare coperture slick. Purtroppo, durante il terzo giro, la sospensione posteriore sinistra della Ferrari di Lauda cede, facendogli perdere il controllo della vettura. L'urto con le barriere esterne è violento ed inevitabile. Mentre il casco del pilota vola via, la macchina carambola senza controllo, riportandosi sulla pista dopo aver preso fuoco. Le altre vetture tentano di evitarla, ma alcune la colpiscono in pieno, mentre l'austriaco è ancora incastrato all'interno dell'abitacolo invaso dalle fiamme. I primi a prestare soccorso sono proprio gli altri piloti coinvolti nell'incidente ed un commissario del circuito con un estintore. Dopo molti secondi il corpo inerme di Lauda viene estratto dalle lamiere contorte e un elicottero lo porta subito in ospedale. La situazione del pilota è critica perché oltre alle ustioni riportate, in particolar modo alla testa per la perdita del casco, ha inalato vapori roventi di benzina, la cui tossicità ne mette a repentaglio la sopravvivenza.

Nelle settimane successive, mentre i medici curano i danni procurati dall'incidente, Lauda osserva in televisione il rivale che continua a gareggiare e recuperare punti in campionato. Con uno sforzo considerevole decide di ricominciare a correre nel minor tempo possibile e, nello stupore generale, si ripresenta in pista 42 giorni dopo il rogo del Nürburgring per prendere parte al Gran Premio d'Italia del 12 settembre. Prima della gara i due rivali si confrontano e, mentre l'inglese si scusa sentendosi responsabile per quanto accaduto in Germania, l'austriaco replica che la sua decisione di tornare nell'abitacolo di una Formula 1 così presto, a guarigione ancora incompleta, è dovuta proprio a lui. Alla partenza del Gran Premio l'austriaco è in difficoltà ma dopo qualche giro si riprende e conclude quarto mentre Hunt si ritira. Nelle due gare successive Hunt mette in carniere ancora due vittorie, avvicinandosi moltissimo al punteggio di Lauda, che invece riesce solo a contenere il distacco.

La resa dei conti del Campionato Mondiale ha luogo in Giappone al Circuito del Fuji, sotto una pioggia battente. La situazione ricorda il Nürburgring ed il pericolo si ripresenta tale e quale. Lauda affronta la gara, ma dopo un solo giro decide di ritirarsi perché a suo modo di vedere il rischio è eccessivo, rifiutando la proposta del Direttore Tecnico della Ferrari, Mauro Forghieri (Vincent Riotta), di dichiarare alla stampa che il ritiro è dovuto ad un guasto meccanico. Hunt prosegue ed ha bisogno almeno di un terzo posto per diventare Campione del Mondo. Un problema alle gomme sembra metterlo fuori dai giochi, ma dopo aver cambiato pneumatici torna in pista e riesce a tagliare il traguardo superando all'ultimo giro Clay Regazzoni. Nel caos delle informazioni circola la voce che sia arrivato quinto, in realtà è però arrivato terzo, Hunt diventa quindi campione del mondo con un solo punto di vantaggio su Lauda.

Nel finale i due campioni si rivedono qualche tempo dopo nell'hangar dell'aeroporto di Bologna e si parlano con grande franchezza. Lauda ha preso il brevetto di pilota d'aeroplani. Dopo un'altra vittoria nel Campionato del Mondo di Formula 1 e qualche altro anno nel circus, annuncerà il suo primo ritiro dalle gare e sfrutterà la competenza appena acquisita per esercitare una nuova professione come titolare e pilota di una compagnia aerea, la Lauda Air. Hunt, ormai pago del risultato ottenuto, dopo poco si dedicherà ad altre attività sino alla morte avvenuta prematuramente a soli quarantacinque anni per attacco cardiaco.

Anno

2013 (11 anni fa)

Titolo originale

Rush

Genere

Biografico, Drammatico, Sportivo

Durata

123 minuti (2 ore e 3 minuti)

Regia

Ron Howard

Film di Ron Howard

Data di uscita

giovedì 19 settembre 2013

Poster e locandina

Attori del film Rush

Chris Hemsworth nel ruolo di James Hunt
Daniel Brühl nel ruolo di Niki Lauda
Olivia Wilde nel ruolo di Suzy Miller
Alexandra Maria Lara nel ruolo di Marlene Knaus
Pierfrancesco Favino nel ruolo di Clay Regazzoni
David Calder nel ruolo di Louis Stanley
Natalie Dormer nel ruolo di Gemma
Stephen Mangan nel ruolo di Alastair Caldwell
Christian McKay nel ruolo di Alexander Hesketh
Alistair Petrie nel ruolo di Stirling Moss
Julian Rhind-Tutt nel ruolo di Anthony 'Bubbles' Horsley
Colin Stinton nel ruolo di Teddy Mayer
Vincent Riotta nel ruolo di Mauro Forghieri
Jamie de Courcey nel ruolo di Harvey 'Doc' Postlethwaite
Hans-Eckhart Eckhardt nel ruolo di Nonno di Niki Lauda
Augusto Dallara nel ruolo di Enzo Ferrari
Ilario Calvo nel ruolo di Luca Cordero di Montezemolo
Julian Vian nel ruolo di Presidente della FIA
Sean Edwards nel ruolo di Guy Edwards
Martin J. Smith nel ruolo di Jody Scheckter
Rob Austin nel ruolo di Brett Lunger
Tom Wlaschiha nel ruolo di Harald Ertl

Biografie correlate al film Rush

Sceneggiatura

Peter Morgan

Musiche

Hans Zimmer

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