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Patrice Lumumba
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Frasi di Patrice Lumumba - pagina 2
Patrice Lumumba
Politico congolese
2 luglio 1925 - 17 gennaio 1961
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Uniti, fratelli miei, cominciamo una nuova lotta, una lotta sublime che deve portare il nostro paese alla pace, alla prosperità, alla grandezza.
Noi stabiliremo, uniti, un regime di giustizia sociale e assicureremo a ciascuno la giusta retribuzione per il suo lavoro.
Noi dimostreremo al mondo ciò che può fare il negro quando lavora in libertà e faremo del Congo un centro che irradierà luce su tutta l'Africa.
Abbiamo deciso insieme delle nostre prime lotte contro il colonialismo e insieme abbiamo pianto i nostri fratelli morti. Uniti e solidali, insieme sul fronte comune, accorremmo alla Tavola Rotonda. Oggi, vittoriosi, celebriamo il nostro trionfo, corriamo ad incontrarci insieme, e molto di più, solidali: il popolo si felicita per questo insieme a noi.
Chi dimenticherà che al negro si dava del tu, non come ad un amico, ma perché il dar del voi era riservato unicamente ai bianchi? Noi che abbiamo visto saccheggiare la nostra terra in nome di principi falsamente legali che riconoscevano solo il diritto del più forte? Noi che abbiamo visto come la legge non era mai la stessa, ma diversa per i bianchi e per i negri, correggibile quando si applicava ai primi, crudele e inumana per i secondi? Noi che abbiamo conosciuto le sofferenze atroci di coloro che sono disprezzati per la loro opinione politica o per la loro fede religiosa: esiliati nella nostra stessa patria, con una sorte peggiore della stessa morte?
La costruzione di uno Stato indipendente implica necessariamente la soppressione di tutte le strutture politiche, economiche e sociali ereditate dal colonialismo e capaci di costituire un ostacolo per lo sviluppo della nazione.
Cosa vogliono i Belgi? Essi sanno che senza le nostre ricchezze il loro paese e la loro economia si troveranno in difficoltà. Per questa unica ragione, per l'egoismo e la cecità di un gruppo di rapaci provocatori, di uomini che non le loro società anonime succhieranno durante un secolo il nostro sangue, hanno provocato la crisi congolese gettando il mondo sull'orlo della guerra.
Noi lottiamo per la nostra indipendenza e i nostri principi sono quelli della non-violenza. Però non ci sarà soluzione pacifica fintanto che i Belgi rimarranno nella nostra tormentata terra.
L'Unione Sovietica è l'unica grande potenza la cui posizione ha rispecchiato la volontà e i desideri del nostro popolo. Perciò l'Unione Sovietica dimostra di essere l'unica grande potenza che ha appoggiato sin dall'inizio il popolo congolese nella sua lotta. Mi preme esprimere al popolo sovietico, e personalmente al primo ministro Kruscev, la massima gratitudine di tutto il popolo congolese per l'opportuno appoggio morale che il vostro paese dona alla giovane repubblica del Congo nella sua lotta contro gli imperialisti e i colonialisti.
Non esiste nessun problema a parte, specifico, del Katanga. Non è successo nulla. Il nocciolo del problema sta nel fatto che gli imperialisti vogliono adoperare le ricchezze del nostro paese e continuare a sfruttare il nostro popolo.
Ciombè è un agente degli imperialisti belgi. Le parole che dice e scrive non sono sue, sono dei colonialisti belgi che gliele impongono. È risaputo che Ciombè, ex commerciante, ha legato la sua sorte a quella delle compagnie coloniali stabilite nel Congo già da molto tempo. Però sono pochi coloro che sanno che Ciombè, in poco tempo, rubò a queste compagnie 10 milioni di franchi belgi, mediante scoperte truffe e raggiri. Arrestato e processato per questo motivo, al crearsi di questa situazione, i belgi lo «perdonarono», liberandolo. Da questo momento Ciombè obbedisce docilmente a tutti i loro ordini.
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