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Commenti alla frase di Don Milani

Don Milani

Cit. da Lettera a una professoressa
  • Dipende cosa spartisci e con chi lo spartisci. Per esempio se la disponibilità è minima far parti uguali fra affamati io la trovo più che giusta! !

    Da: Rudi Giuli
    Data: lunedì 27 giugno alle ore 18:03
  • Nei famosi corsi SISS spiaccava il nome di Don-Milani, i suoi santinio e aforismaio era usato a raffica, un sacro mito splendente di eroico impegno, lucidità saggezza.
    E uindi si sparavano aforismi per eliminare ogni rischio di riflessione o reazione critica, quando in una tua parte della mente cominciavi a pensare "ma qui le cose nno tornano.. " sacattava l'aforisma, ildocente di varia pedagogia si metteva in posa applauso e scattavano le lodi, la scuola è fatta da caproni ottusi che capiscono oslo gli schemi disciplòinari a autoritario-despotici, noi si che siamo quelli bravi, buoni, belli, coraggiosi, intelligenti, democratici, umani.

    Intanto dovrebbe essere proibito per legge prendere una situazione come quella in cui era collocato DOn Milani, e riportarla alla scuola di oggi! Penso che lo stesso Milani reagirebbe con furente biasimo verso il degrado indotto dai pedagogisti ch ritenendo di smantellare la cosidetta struttura oppressivo-disciplinare, l'hanno resa ben più deleteria. Si a di peggio estrapolando la frase a mo di aforismo dal contesto e dal discorso.

    In tal senso, ritengo di criticare il contenuto di tale frase.

    Presa così potrebbe essere benissimo di un pensatore liberista, di una Margaret Thatcher:
    competizione e realitivo premio in base al risultato!

    Tipico approccio della scuola disciplinare, meritocratica basata sulla competizione!

    Chiaramente il nostro eroe strillerebbe come un'acquila, lanciando altre belle frasi che lo farebbero passare per marxista sta volta.

    COs asi vuol? La botte piena, la moglie briaca, ma anche lucida, che lavori come un mulo, ma sembpre sorridente, e tanto che ci siamo che 2+2 faccia 9 (abboundiamo come dice TOtò)

    CIoè la scuola deve ssere ugualitaria, contro la logica meritocratica, perchè il merito crea quei voti e quei giudizi che vessano la persona, non tengono conto della nostra anima (leggi mondo psichico interno).

    Però però, non deve essere ugualitaria! Non deve appiattire! Deve comprendere la nistra anima, e modulare nel modo appropriato la didattica scolastica!

    QUesto calza con la visione Foucoltiana: La scuola è un apparato, che crea il soggetto, basta riadattarlo n po e invece che essere angusto diventa la scuola ideale che crea motivazione, gioia nell'apprendere.

    Come Foucault è velleitaria e contraddittoria: se si pena che sia un apparato, adeguatamente impostato a creare "la buona educazuione, i valori, la motivazione ecc", posso parlare di libertà?

    NEl loro velleitarismo si! QUello che si neg (il soggetto) rientra come individuo, Una volta che l'individuo è liberato dagli orpelli oppressivi dei dispositivi disciplinari egli diviene l'oltre-uomo deleuziano che libera ed esprime le sue potenzialità creative!

    Non è un caso che i pedagogisti, che ripropongono tali clichè erdeditati e rielabiorati a cavallo del 68, siano i grandi giocolieri che fanno lanciare e svolazzare i santini di Don Milani.

    Da: Buschi Sergio
    Data: venerdì 28 maggio 2021 alle ore 12:05

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