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Cormac McCarthy
Cormac McCarthy
Frasi di Cormac McCarthy - pagina 6
Cormac McCarthy
Scrittore, drammaturgo e sceneggiatore...
20 luglio 1933 - 13 giugno 2023
Frasi in elenco
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119
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6
di
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Puoi trovare le
frasi di Cormac McCarthy
anche in questi temi:
Vita
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Desiderio
Attesa
Satana
Svegliarsi
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Uno torna a casa e scopre che quello che sperava fosse cambiato è uguale a prima, e quello che sperava fosse rimasto uguale è cambiato.
Il mondo dei nostri padri risiede in noi. Diecimila e più generazioni. Una forma senza storia non ha il potere di perpetuarsi. Ciò che non ha passato non può avere futuro. Al centro della nostra vita c'è la storia passata di cui essa è composta, e in questo centro non ci sono idiomi ma solo l'atto della conoscenza, ed è questo ciò che condividiamo nei sogni e fuori dei sogni. Prima che il primo uomo parlasse e dopo che l'ultimo avrà taciuto per sempre.
Grandi pascoli verdi si estendevano a perdita d'occhio nella densa bruma violetta della sera e a occidente piccoli stormi di uccelli acquatici, come branchi di pesce in un mare infuocato, migravano a settentrione sullo sfondo delle gallerie rosse scavate nelle nuvole dalla luce del tramonto.
Accendeva il fuoco nelle valli riparate e di notte si inoltrava talvolta a piedi nell'erba alta per poi coricarsi a terra tra il silenzio del mondo a osservare il firmamento splendente. In quelle notti, ritornando al fuoco, pensava spesso a Boyd, lo pensava seduto proprio davanti a un fuoco come il suo, in un paese come quello. Il fuoco nella bajada era poco più che un mucchio di carboni attizzati che, nascosti nel terreno, rompevano l'oscurità come una finestrella segreta aperta sul nocciolo infuocato della terra. Gli sembrava di essere un neonato. Come se fosse morto anni prima e da quel momento non fosse altro che un altro essere privo di storia, privo di una vita futura immaginabile.
BIANCO Mi faccia finire. Io non considero il mio stato mentale una visione pessimistica del mondo. Io lo considero equivalente al mondo così com'è. L'evoluzione non potrà non condurre la vita intelligente alla consapevolezza di una certa cosa sopra tutte le altre, e questa cosa è la futilità.
[...]
In sogno gli erano apparse delle creature che non aveva mai visto prima. Non parlavano. Gli sembrava che fossero acquattate accanto alla brandina mentre dormiva e che al suo risveglio si fossero dileguate. Si voltò a guardare il bambino. Forse per la prima volta, capì che ai suoi occhi lui era un alieno. Un essere venuto da un pianeta che non esisteva più. Le storie che raccontava erano sospette. Non poteva ricostruire il mondo perduto per compiacerlo senza trasmettergli anche il dolore della perdita, e pensò che forse il bambino lo sapeva meglio di lui. Cercò di mettere a fuoco il sogno ma non ci riuscì. Ne conservava solo la sensazione. Su cosa? Sul fatto che non poteva riaccendere nel cuore del bambino ciò che era ormai cenere nel suo. Anche ora, una parte di lui rimpiangeva di aver trovato quel rifugio. Una parte di lui continuava a desiderare la fine.
Si fermarono sulla soglia, pestarono gli stivali a terra per scrollare via la pioggia, sventolarono il cappello e si asciugarono l'acqua dalla faccia. Fuori, nella strada, la pioggia sferzava l'acqua stagnante facendo ondeggiare e ribollire il verde e il rosso sgargianti delle luci al neon, e le gocce pesanti danzavano sui tetti d'acciaio delle automobili parcheggiate lungo il bordo del marciapiede.
Quando si spostarono a sud della Grant County, Boyd era un bambino e la nuova contea chiamata Hidalgo aveva solo qualche anno più di lui. Nella terra che avevano lasciato erano sepolte le ossa di una sorella e della nonna materna. La nuova contea era fertile e selvaggia. Si poteva cavalcare fino al Messico senza mai incontrare una staccionata. Portava Boyd davanti a sé sull'arcione e gli diceva i nomi di tutto ciò che vedevano, terra e alberi e uccelli e animali, in spagnolo e in inglese. Nella casa nuova dormivano in una stanza accanto alla cucina e la notte a volte stava sveglio e al buio ascoltava il respiro del fratello addormentato e gli sussurrava i progetti che aveva per entrambi e la vita che avrebbero fatto.
L'universo non è qualcosa di angusto, e l'ordine che vi regna non è ostacolato ad alcuna latitudine nel suo proposito di ripetere ciò che esiste in una parte di ogni altra parte. Anche in questo mondo esistono più cose fuori che dentro la nostra conoscenza, e l'ordine che voi vedere nella creazione è quello ce ci avete messo voi, come un filo in un labirinto, per non smarrirvi. Infatti l'esistenza ha il suo proprio ordine, tale che nessuna mente umana possa abbracciarlo, poiché la mente stessa non è che un fatto in mezzo ad altri fatti.
BIANCO Chi lo sa. Magari i compleanni sono pericolosi. Come il Natale. Decorazioni sugli alberi, ghirlande sulle porte, e cadaveri che penzolano dai soffitti di tutta l'America.
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