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Commenti alla frase di Cesare Pavese

  • Un paese ci vuole anche se la gente ti odia anzi dove sono impresse le tue impronte sia nella gioia che nella sofferenza c'è l'amicizia dello spirito della terra che si ricorda ancora del primo giorno quando arrivasti adolescente con l'immensa voglia di vivere e quando sembravi un coniglietto impaurito che poi si trasformava improvvisamente in leone appena lo necessitava tu che non immaginavi niente ora sai che la tua forza si originava pure dallo spirito della terra perché era sempre con te e gioiva e soffriva con te come ancora oggi ti aspetta sempre con nostalgia per ogni volta che ritorni e appena scendi in stazione ridiventi il re leone anche senza una corona e se una volta le facce erano tutte bianche ora tra tante facce nere puoi cantar loro una canzone in africano: Vou batê pá tu bate pá tú
    Pá tú batê
    Vô batê pá tú, batê pá tú
    Pá tú batê
    Vô batê pá tú, batê pá tú
    Pá tú batê
    Vô batê pá tú, batê pá tú
    Pá tú batê
    Pá amanhã a pá não me dizer
    Que eu não bati pá tú
    Pá tú pode batê
    O caso é esse
    Dizem que falam que não sei o que
    Tá pá pintá ou tá pá acontecer
    É papo de altas transações...

    Da: Gianni
    Data: mercoledì 19 gennaio alle ore 20:41
  • Tutto dipende da dove uno nasce e se ciò significa esserlo in una terra di confine, dove gli avi hanno visto issare e poi ammainare più d' una bandiera la cosa che porti nel cuore è la zolla natia, il tuo dialetto, le abitudini delle tue genti, il mormorio del tuo mare, l' abbraccio dei monti, il luogo sacro dove riposano i tuoi avi e, se le vicissitudini della storia ti hanno costretto ad abbandonare questo pezzo di terra, che non è certo stato per il gusto di andarsene via, tutto ciò che hai lasciato lo custodisci nel cuore e nella memoria come la cosa più preziosa, perché sono lì le tue radici, fonti di vita.

    Da: Gladys Bozanic
    Data: mercoledì 19 gennaio alle ore 8:04
  • Stupende considerazioni sul senso di appartenenza... oggi, causa scellerata globalizzazione, nessuno appartiene più a nulla e a nessuno.
    Dire "nazione, patria, suolo natio" è aborrito e considerato blasfemia. Le pubblicità quotidiane ci riempiono di famiglie "nere", di trans, di omosessualità, di immagini, poco edificanti, di intimità contraddittorie. Lo stesso Papa ritiene che SOLO gli emigrati siano poveri, non vede più in là del suo naso e scatena ingiustizie a tutti i livelli della società. Ancora, non si attua più la giustizia di fronte ai più efferati delitti in nome di un inconsulto rispetto religioso e di una pseudo fratellanza... insomma il CAOS morale, civile, religioso impera!
    Grazie, poeta, per il tuo inno alla terra di origine, le tue parole ci portano speranza per un rinsavimento generale.

    Da: Giusy
    Data: mercoledì 19 gennaio alle ore 7:55

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