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Commenti alla frase di Don Sturzo

    D'istinto mi ha evocato quell'insegnamento che esaltava quanto importante sia conservare la memoria. Di una voce, di un sasso, di un popolo e dei suoi errori ma anche delle sue gioie e delle sue conquiste. E poi le lingue morte e i dialetti vivi e ancora i paesaggi e la natura che li circonda... Mi fermo qui, la lista è ancora molto lunga

    Commento inserito: domenica 25 novembre alle ore 6:52
    Da: Alfonso Stefano Gurrera

    “Sono certo che la mia voce, anche se spenta, rimarrà ammonitrice per la moralità e per la libertà nella vita: una voce contro lo statalismo, contro la demagogia, contro il marxismo”. Don Sturzo. Ecco, se non fossi sicuro che a parlare sia stato un Sacerdote, e che Sacerdote, oserei affermare che il suo pensiero, lo abbiamo appena letto, sia stato un alto esponente di un Movimento Politico, di un Partito ad emanarlo. Un politico, infatti, afferma “la (mia) voce, anche se spenta, rimarrà ammonitrice” (si riferisce alla mancata rielezione e non a quando sarà richiamato, come accade a tutti noi mortali; a don Sturzo il permesso di soggiorno è stato ritirato da più di cinquanta anni or sono). La “voce” scritta non è quella di un religioso. Neanche un Santo si sarebbe espresso in quel modo. Un bravo politico assicura che tutti i provvedimenti che prenderà, una volta al potere, “faranno” gli interessi della popolazione, di tutti coloro che lo hanno eletto, completamente delusi dalle promesse dei politici che lo hanno preceduto. Naturalmente le promesse del politico al potere traggono forza dalla tecnologia. Tanto è vero che si realizzano promesse davvero eccezionali. Non sono un politico. Oggi applico la regola del Repetita iuvant, oppure del Bis repetita placent. (Le cose utili) ripetute due volte piacciono. È un vecchio aforisma latino all'uso del quale ricorro quando mi sembra di aver già inviato il pensierino che stai per leggere o del quale hai appena presa visione. Eppure sono restato davvero meravigliato dal Vice Premier che ha ordinato (così mi sembra di aver appreso dalla sua stessa voce ascoltando il Telegiornale LA7) la stampa di cinque, sei milioni di “bancomat” o qualcosa di simile) da consegnare agli aventi diritto al reddito di cittadinanza, così come previsto dalla Legge. Ha dimenticato di aggiungere che la Legge non è ancora stata presentata in Parlamento per la dovuta approvazione

    Commento inserito: sabato 24 novembre alle ore 16:27
    Da: Antonio Scroccarello

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