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Il piccolo grande uomo

Frasi del film

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Frasi di Il piccolo grande uomo

Riassunto e trama del film Il piccolo grande uomo

[da Wikipedia]

Le vicende vengono narrate in prima persona in una casa di riposo dal vecchio Jack Crabb (Dustin Hoffman) (che ha raggiunto la veneranda età di 121 anni) ad un giornalista interessato alla battaglia del Little Bighorn e al processo di integrazione tra nativi americani e coloni.

Crabb è l'unico sopravvissuto, insieme alla sorella Caroline, a un attacco indiano quando era bambino.

I due orfani vengono trovati nell'immensa prateria, tra i resti bruciati dei carri, da un Cheyenne di nome Ombra Silenziosa, che li porta con sé al suo accampamento.

Caroline, durante la notte, scappa.

Rimasto solo, Jack viene adottato dai cheyenne ed entra nelle grazie del loro capo, Cotenna di Bisonte (Bruno Persa), saggio e anziano uomo medicina.

Il protagonista ha occasione di osservare il primitivo microcosmo della tribù cheyenne, dove esiste una grande libertà.

Gli indiani vivono in armonia con la natura, credendo che tutto il mondo sia retto dal Grande Spirito, e sopravvivono con la caccia alla selvaggina catturata dai guerrieri della tribù.

Questi ultimi hanno un patrimonio di valori improntato al rispetto e la lealtà, anche verso i nemici.

A causa della sua bassa statura e del suo coraggio nella lotta, il protagonista viene chiamato "Piccolo Grande Uomo".

Egli si fa nemico un suo coetaneo cheyenne, Orso Giovane (Massimo Turci) ; benché si odino cordialmente, in occasione di una scorreria contro una tribù nemica, Jack gli salva la vita e Orso Giovane rimane legato a lui da un debito di riconoscenza.

Dopo lo sterminio di donne e bambini del loro villaggio, compiuto dall'esercito statunitense, i cheyenne scendono in guerra contro i bianchi.

Cotenna di Bisonte dice al protagonista che se egli vuole lasciare i cheyenne per andare presso il popolo cui appartiene, gli indiani accetteranno la sua decisione.

Il ragazzo decide però di rimanere con coloro che lo hanno allevato.

In un combattimento con i bianchi, che massacrano gli indiani armati solo di archi, frecce e bastoni, Piccolo Grande Uomo, che sta per essere ucciso da un militare, si salva mostrandosi per quello che è: un uomo bianco.

Visto che è cresciuto tra i "selvaggi", si decide che debba essere rieducato.

Viene preso in custodia da un vecchio sacerdote protestante, ridicolo assertore della mortificazione del mondo sensuale per il raggiungimento della salvezza spirituale.

Sua moglie è Louise Pendrake, che lava, accudisce e parla della morale al ragazzo.

A Jack piace molto questa donna: grazie a lei diventa molto religioso e inizia a conoscere il sesso.

Nonostante il suo moralismo puritano di facciata, questa si scopre avere una relazione extraconiugale e così, disilluso, Jack decide di andarsene, abbandonando anche la religione.

Incontra allora un ciarlatano, Merriweather (Martin Balsam), che guadagna soldi imbrogliando la gente.

I due si mettono nei pasticci e vengono catturati e coperti di penne e pece da una banda di giustizieri, capeggiati da quella che lui scopre essere sua sorella Caroline, abituata a vestire abiti maschili.

La sorella gli insegna a sparare.

Durante il suo periodo da pistolero, Jack incontra e fa amicizia con Wild Bill Hickok (Jeff Corey), personaggio celebre della storia degli Stati Uniti d'America.

Hickok è un pistolero sbruffone, dedito ai piaceri del saloon e dal grilletto facile, convinto com'è di essere attorniato da persone che attentano alla sua vita.

A questo punto, Jack Crabb diventa commerciante e sposa Olga, una ragazza svedese, ma fa bancarotta.

Per rifarsi intraprende un viaggio verso il West, ma la loro diligenza viene attaccata dagli indiani, che rapiscono la moglie.

Per ritrovare Olga, inizialmente Crabb vaga per le terre abitate dagli indiani e poi si arruola nell'esercito.

Partecipa a un'azione con i cavalleggeri contro un villaggio indiano, che si risolve in un nuovo massacro di donne e bambini.

Il protagonista assiste disgustato all'eccidio e, tentando di fermare un ufficiale, si rende colpevole di insubordinazione e quindi diserta.

Nella mischia assiste alla morte del suo vecchio amico Ombra Silenziosa.

Crabb riesce a salvare la giovane figlia di lui, incinta, e ne diviene il marito.

Grazie alla donna, ritorna alla tribù di Cotenna di Bisonte, diventato cieco, il quale lo accoglie gioiosamente.

Qui ritrova anche sua moglie Olga, ora sposata con Orso Giovane, ma non ha il coraggio di dirle nulla.

Il protagonista è inoltre curiosamente costretto dalla moglie a fare l'amore con le sue sorelle.

Durante l'inverno, George Armstrong Custer e il suo Settimo Cavalleggeri attaccano di sorpresa l'accampamento indiano.

Crabb assiste nuovamente a un eccidio compiuto dall'esercito, che, al suono di una marcia militare, stermina la sua tribù: sua moglie è trucidata insieme ad altre donne e bambini.

Crabb si salva camminando tra gli spari con Cotenna di Bisonte che cieco, continua a sorridere credendosi invisibile.

Animato da un sentimento di vendetta, riesce ad arruolarsi di nuovo nell'esercito ed è deciso ad uccidere Custer, responsabile del massacro, ma non trova la forza per farlo.

Subisce l'umiliazione del generale, rappresentato nel film come un tronfio e insensato militarista, che pur avendolo scoperto lo lascia in libertà, dopo avergli detto che è un fallito sia come bianco che come cheyenne.

Ritornato per strada, il protagonista ha una profonda crisi di identità e si dà all'alcool.

Assiste alla morte di Wild Bill Hickok, ucciso da un avventore che lo ha riconosciuto come assassino di suo padre.

Ritrova la signora Pendrake, che ora si fa chiamare Lulù, a cui porta i soldi mandati da Hickok per farla partire.

Ripreso a bere, ha un fugace incontro con Merriweather, ora commerciante di pelli di bisonte.

Crabb decide di fare l'eremita e si rifugia nella natura, ormai si sente del tutto privo di un mondo dove vivere.

Fino a che la visione di una trappola dei cacciatori lo induce a pensare a se stesso come a un animale in trappola che si stacca un arto pur di salvarsi: decide che è tempo di suicidarsi e in preda ad uno stato confusionale sale su una rupe.

Ma vede l'esercito di Custer.

E capisce che è arrivato il momento di farvi i conti una volta per tutte.

La situazione con gli indiani degenera e Custer è sempre più convinto di dover sterminare sia i sioux che i cheyenne.

Crabb trova la forza di reagire per vendicarsi e riesce a tornare nel reparto di Custer come guida (muleskinner).

Egli convince il generale a farsi prendere nell'imboscata degli indiani nella valle di Little Big Horn, che sorprendono i cavalleggeri americani e li massacrano.

Durante la battaglia Crabb viene ferito, mentre Custer impazzisce e lo scambia per il presidente degli Stati Uniti Grant, con cui non corre buon sangue.

Sta per ucciderlo, ma viene colpito da Orso Giovane, che ricambia così il debito con Piccolo Grande Uomo.

Nelle scene finali il protagonista incontra ancora Cotenna di Bisonte.

Il vecchio capisce che, nonostante la vittoria su Custer, i bianchi hanno vinto.

Il capo, allontanatosi dall'accampamento, aspetta la sua fine e si congeda dal mondo, ringraziando il Creatore per aver concesso gloriose vittorie ma anche per aver fatto patire sconfitte al suo popolo, dichiarandosi pronto ad accettare il suo volere divino.

Ma la morte invocata non arriva e così il vecchio, constatando ironicamente la mancanza di efficacia della magia, si incammina con il suo nipote adottivo Piccolo Grande Uomo sotto la pioggia battente, parlando delle sue nuove mogli.

Il protagonista congeda infine il giornalista a cui ha raccontato la sua vita e rimane solo a ripensare ai ricordi di un mondo ormai scomparso.

Anno

1970 (56 anni fa)

Titolo originale

Little Big Man

Genere

Western

Durata

139 minuti (2 ore e 19 minuti)

Regia

Arthur Penn

Film di Arthur Penn

Data di uscita

mercoledì 23 dicembre 1970

In Italia: venerdì 26 marzo 1971

Poster e locandina

Attori del film Il piccolo grande uomo

Dustin Hoffman nel ruolo di Jack Crabb
Martin Balsam nel ruolo di Merriweather
Richard Mulligan nel ruolo di generale George Armstrong Custer
Chief Dan George nel ruolo di Cotenna di Bisonte[1]
Jeff Corey nel ruolo di Wild Bill Hickok
Amy Eccles nel ruolo di Raggio di Luna[2]
Kelly Jean Peters nel ruolo di Olga Crabb
Carole Androsky nel ruolo di Carolina[3] Crabb
Robert Little Star nel ruolo di Piccolo Cavallo[4]
Cal Bellini nel ruolo di Orso Giovane[5]
Ruben Moreno nel ruolo di Ombra Silenziosa[6]
Steve Shemayne nel ruolo di Sole che Scotta[7]
James Anderson nel ruolo di sergente
Jess Vint nel ruolo di tenente
Alan Oppenheimer nel ruolo di maggiore
Thayer David nel ruolo di reverendo Jonah Pendrake
Philip Kennealy nel ruolo di Kane
Jack Bannon nel ruolo di capitano
Norman Nathan nel ruolo di Pawnee
Alan Howard nel ruolo di Jack adolescente
Ray Dimas nel ruolo di Jack bambino
Faye Dunaway nel ruolo di Louise Pendrake/prostituta Lulù
William Hickey nel ruolo di giornalista
Jack Mullaney nel ruolo di giocatore di carte

Doppiatori italiani

Ferruccio Amendola nel ruolo di Jack Crabb
Alessandro Sperlì nel ruolo di Merriweather
Sergio Graziani nel ruolo di generale George Armstrong Custer
Bruno Persa nel ruolo di Cotenna di Bisonte
Pino Locchi nel ruolo di Wild Bill Hickock
Serena Verdirosi nel ruolo di Raggio di Luna
Massimo Turci nel ruolo di Orso Giovane
Carlo Romano nel ruolo di reverendo Jonah Pendrake
Maria Pia Di Meo nel ruolo di Louise Pendrake/prostituta Lulù
Gianfranco Bellini nel ruolo di giornalista

Biografie correlate al film Il piccolo grande uomo

Sceneggiatura

Calder Willingham

Soggetto

Thomas Berger, dal romanzo

Musiche

John Hammond

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