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Commenti alla frase di Leonardo Sinisgalli

Leonardo Sinisgalli

  • Sono pienamente d'accordo!

    Commento inserito: lunedì 18 aprile 2011 alle ore 17:02
    Da: Paolo
  • Non mi pare proprio che questo aforisma abbia alcuna attinenza con la realtà e con la storia. Semmai è esattamente il contrario. Basta osservare dopo la seconda guerra mondiale, a casa nostra, se i perdenti hanno umiliato i vincitori, o se non sia stato esattamente il contrario. Umiliati, uccisi, anche a guerra finita. Ma è solo un esempio. Sono i vincitori in genere, che schiacciano il vinto, spesso oltre misura. Quindi, aforisma bocciato!

    Commento inserito: lunedì 18 aprile 2011 alle ore 11:31
    Da: Piero Giusti
  • Quando raccontiamo un pezzettino della nostra vita, e la mettiamo per iscritto, donandogli parole scelte, oculate, quelle parole diventano filosofia di vita per tutti coloro che vorranno trarne insegnamento.
    Grazie per aver portato all' attenzione questo brano, è cosi vero ed interessante che lo ripropongo con il contesto prima e dopo.

    professori delle scuole pubbliche di Caserta e di Benevento ... mi ammiravano e mi detestavano ... i miei successi erano accolti con disagio, perché creavano troppi problemi per la tranquilla convivenza con gli altri. Come succede in tutte le comunità gli sconfitti fanno lega e tentano con tutti i mezzi, ma soprattutto in ragione del numero, di umiliare il più forte. La memoria i riporta a tratti i malvagi tentativi di burle, di dispetti, di ricatti che imbastirono i miei nemici nel periodo più critico, dai tredici ai quindici anni, contro di me.
    Ero troppo lontano da casa mia, e non ebbi per diversi anni la visita di un parente... Seppi da uno degli scopini che alcuni mi segnalavano con disprezzo ai loro genitori ("quello scarrafone si dà arie da superuomo") quando passavo... A tal punto sentivo che l'ambiente interno mi era ostile che riuscii con uno stratagemma a dirottare verso casa mio padre che era sbarcato a Napoli il giorno prima dopo più di dieci anni di assenza. Non andò meglio a Lucca, alla Scuola di Artiglieria di S. Romano...

    Ammiro in quest'uomo che la sofferenza, l'indifferenza, lo scoraggiamento procuratogli da chi gli stava intorno non lo hanno fiaccato.
    Per me è un maestro ed un mentore.
    Nannina Spinetti

    Commento inserito: lunedì 18 aprile 2011 alle ore 9:34
    Da: nannina spinetti

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