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Commenti alla frase di William Ernest Henley

William Ernest Henley

  • no ,non siamo padroni del nostro destino. Ognuno è destinato ad oltrepassare quella porta se è Lui che lo vuole, in caso contrario bisogna soccombere o aspettare che il fato compia la sua opera!

    Commento inserito: venerdì 26 luglio 2013 alle ore 7:57
    Da: Asia
  • Questa quartina è stata estratta da INVICTUS, poesia dell'autore che vede se stesso impegnato a superare i disagi che la vita gli ha impartito. Dimostra come l'intima convinzione sia tanto importante e determinante quanto più ci si senta impegnati fino ai limiti delle proprie possibilità. Nessuno però può sostituirsi agli insegnamenti della vita, ma egli non ha vissuto nel rassegnato fatalismo delle proprie limitazioni, ha scelto invece la partecipazione attiva ai richiami dolorosi che lui vede come castighi. Elegge se stesso capitano della propria esistenza, l'unico che può riuscire ad ancorare la sua barca nel porto migliore che sia possibile.

    Commento inserito: venerdì 12 ottobre 2012 alle ore 5:42
    Da: bruna
  • sono convinta ,anzi più che convinta che la forza di una persona sta proprio nell'essere padrone e capitano della propria vita,senza rimpianti o ripensamenti ma decisi ad entrare non solo per la porta stretta, ma anche nei cunicoli che la vita ti pone davanti.

    Commento inserito: venerdì 12 ottobre 2012 alle ore 0:39
    Da: rosa caruso
  • Mi sembra una grossa schiocchezza afermare che siamo i padroni del nostro destino: Non controlliamo praticamente nulla del nostro futuro nel senso che da un momento all'altro possiamo tirare le cuoia, possiamo essere colpiti dalle più terribili malattie, restare paralizzati, ecc. - Un mio conoscente è stato colpito da un ictus che gli impedito l'uso della parola e non è riuscito più nemmeno a scrivere. Come si fa a sostenere che siamo padroni del nostro destino. Possiamo solo sperare nella nostra buona sorte ed i credenti (non è il mio caso) possono sperare nella protezione dei santi e delle madonne...

    Commento inserito: giovedì 11 ottobre 2012 alle ore 15:39
    Da: Mario Guzzardi
  • bisogna crederci !!!

    Commento inserito: giovedì 11 ottobre 2012 alle ore 11:33
    Da: ela
  • Questa quartina è stata estratta da INVICTUS , poesia dell'autore che vede se stesso impegnato a superare i disagi che la vita gli ha impartito. L'intima convinzione è tanto importante e determinante quanto più si è impegnati nei limiti delle nostre possibilità. Nessuno però può sostituirsi all'insegnamento della vita ed egli vive non nel rassegnato fatalismo, ma nella partecipazione attiva con le proprie scelte. Vede i "castighi" come un maroso e se stesso come il capitano della propria esistenza, l'unico che può riuscire ad ancorare la propria barca nel porto migliore possibile.

    Commento inserito: giovedì 11 ottobre 2012 alle ore 8:59
    Da: bruna
  • Un'affermazione perentoria addirittura imbarazzante!C

    Commento inserito: giovedì 11 ottobre 2012 alle ore 7:54
  • L'importante essere solo ed unicamente se stessi.

    Commento inserito: giovedì 11 ottobre 2012 alle ore 7:44
    Da: Roberto scalco (Scalcoroberto.it)

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