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Commenti alla frase di Julio Velasco

Julio Velasco

  • Essere buoni non è un difetto ma troppo buoni vuol dire aprire le porte agli invasori per una strana perfezione come un affluente che porta a confluire con l'idiozia poi ti appari mitico e da buonista ti perdi in un mare aperto ma se l'educazione si basa sul soffocare certi impulsi che possono fare male agli altri tu mi devi rispettare come io rispetto te perché se ti sputo in faccia e passo per maleducato è solo perché non ti porgo l'altra guancia e se con l'educazione non si fa morire l'anima di fame vi si può pure cambiare il mondo ma bisogna prima avere la meglio sulla maleducazione che ti priva di tanto e senti in gabbia la tua libertà intimata alla saggezza per mancanza di umanesimo.

    Commento inserito: lunedì 2 agosto alle ore 21:51
    Da: Gianni
  • Essere buoni o no, non ci si può sforzare per esserlo, uno lo è, o non lo è, per natura. Certo che oggigiorno si passa per scemi, visto che già alle elementari si insegna la competizione, quindi non viene reputato come normalità l' essere buono verso un altro essere vivente. L' educazione si basa sul rispetto reciproco, che non significa dover porgere l' altra guancia e, nel caso di mancanza di reciprocità credo sia più che lecito non permettere di venir trattati da scemi.

    Commento inserito: lunedì 2 agosto alle ore 8:59
    Da: Gladys Bozanic
  • Io sono abbastanza educato, anche troppo.

    Commento inserito: lunedì 2 agosto alle ore 6:54
    Da: Riccardo Diasparro
  • T. Roosvelt diceva: " L'educazione è segno di dignità, non di sottomissione. " Faccio mio questo concetto: la libertà, ovvero il contrario della sottomissione, non ha nulla a che fare con prosopopea, arroganza, incapacità di considerare l'altro come tuo pari e, quindi, rispettarlo; creanza, gentilezza, rispetto, comprensione, linguaggio appropriato e non volgare, attenzione, sensibilità fanno parte, da sempre, del mio bagaglio culturale. Oggi è un mondo rovesciato dove l'educazione è vista come affettazione e la villania sfrontata come valore di genuinità. È chiaro: fare gli imbecilli, i "senza regole" è molto più semplice che ottemperare a concrete e universalmente accettate da sempre, regole di buona creanza. Mai accetterò questo disordine valoriale e continuerò ad essere l'educatore di sempre contro tutti e tutto!!!

    Commento inserito: lunedì 2 agosto alle ore 6:23
    Da: Giusy

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