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Il Lonfo, testo e spiegazione

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s'archipatta.

È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t'alloppa, ti sbernecchia; e tu l'accazzi.

Questo testo del 1978 è una poesia metasemantica. Si tratta di una tecnica letteraria che è stata inventata e teorizzata da Fosco Maraini, poeta, etnologo, padre di Dacia Maraini. Vengono usate parole prive di significato, ma dal suono familiare alla lingua italiana.

Le parole risultano apparentemente comprensibili perché seguono le regole sintattiche e grammaticali della lingua. Ciò vale per l'italiano e per ogni altra lingua.

Il significato del testo può essere evinto proprio dalle regole in combinazione al suono delle parole; la conclusione del significato delle parole inventate viene evocata dal suono onomatopeico, oppure dalla loro posizione all'interno di una frase: in ogni caso il significato viene attribuito a livello personale.

Fosco Maraini

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