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...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà

Frasi del film

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Frasi di ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà

Riassunto e trama del film ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà

[da Wikipedia]

Louisiana, 1927: il pittore Zweick (Antoine Saint-John) alloggia nella camera 36 dell'hotel Sette porte, quando ad un certo punto irrompe un gruppo di uomini del posto che, sospettandolo di stregoneria, lo massacrano a colpi di catene e poi lo conducono nella cantina dove lo crocifiggono ad una parete su cui è inciso uno strano simbolo, ed infine lo ricoprono di calce viva.

Nello stesso momento Emily (Cinzia Monreale), una ragazza del luogo, entra in possesso di un misterioso libro intitolato Eibon, e scopre che l'hotel Sette porte è stato costruito su uno dei sette varchi dell'Inferno. Il libro prende fuoco tra le sue mani.

Louisiana, 1981: Liza Merril (Catriona MacColl), una giovane ragazza newyorkese, eredita l'hotel Sette porte, che adesso versa in pessime condizioni. Decisa a guadagnarci qualcosa, la ragazza inizia la ristrutturazione dello stabile, ma ben presto iniziano degli strani incidenti: il campanello della stanza 36 si aziona da solo, e un imbianchino cade dall'impalcatura quando intravede la figura di una donna cieca ad una finestra. L'uomo, ferito, perde sangue dalla bocca, e viene soccorso dal medico John McCabe, che conosce così Liza.

Nel frattempo Liza è in viaggio in macchina e mentre percorre un ponte, si ritrova davanti una ragazza con un cane. Liza frena all'ultimo istante per evitarla e scopre che la ragazza si chiama Emily ed è cieca. Accompagnatala alla villa dove abita da sola, Emily le consiglia di lasciare l'hotel e di tornare a New York, ma non dà altre spiegazioni.

Poco dopo arriva l'idraulico Joe (Giovanni De Nava) per riparare una perdita nello scantinato. Cercando l'origine della perdita apre un varco in una parete e si ritrova nel luogo dove era stato crocefisso Zweick 50 anni prima. Ad un certo punto, da un muro spunta la mano di un cadavere che gli cava entrambi gli occhi uccidendolo. Il corpo viene ritrovato da Martha (Veronica Lazar), l'addetta alle pulizie, che fa un'altra sconvolgente scoperta: il cadavere putrefatto di Zweick.

I due cadaveri vengono portati all'ospedale e sottoposti all'autopsia da McCabe e dal suo collega, il dottor Harris, che tenta di rilevare onde cerebrali sul cadavere di Zweick, con l'ausilio di un rivelatore, senza ottenere alcun risultato. Tuttavia, quando i due medici si allontanano, il monitor del rivelatore inizia improvvisamente a pulsare.

All'obitorio giungono Jill (Maria Pia Marsala), la figlia di Joe, e sua madre Mary Ann (Laura De Marchi) . Questa si reca nella stanza dove riposa il marito, per vestire il cadavere, ma viene colpita da qualcosa e crolla a terra svenuta. Il suo volto viene sfregiato da un getto di acido corrosivo. Jill sente le urla della madre e piomba nella stanza, ritrovandosi assediata dalla schiuma rossastra proveniente dal corpo della madre. Impaurita, la bambina tenta di fuggire ma, aprendo una porta dell'obitorio, si ritrova faccia a faccia con dei cadaveri privi di occhi.

Liza incontra Jill al funerale dei genitori, la ragazza è sotto shock e tiene le palpebre sempre chiuse; rimasta sola nel cimitero apre gli occhi mostrando che anch'essa cieca come Emily.

Tornata all'hotel, Liza trova Emily che le racconta la storia del Sette porte. Cinquant'anni prima, tutti gli abitanti dell'hotel furono ritrovati morti. Tra questi vi era anche Zweick, che aveva scoperto che l'hotel era stato costruito su una delle sette porte dell'Inferno. All'improvviso, dopo aver toccato lo stesso quadro che Zweick stava dipingendo prima di essere ucciso, le mani di Emily iniziano a sanguinare per cui fugge via con il suo cane e Liza, ripensando più volte alla scena, si accorge che i passi di Emily non emettono alcun suono, iniziando a sospettare che si tratti di un fantasma.

Decisa a scoprire cosa sta accadendo, Liza entra nella stanza 36, dove trova una copia dell'Eibon; sentendo dei rumori apre una porta e appare il cadavere crocifisso di Zweick. Liza si mette a urlare e scappa, finendo tra le braccia di McCabe, che la soccorre. Liza gli racconta del cadavere e lo porta nella stanza, ma non c'è più traccia né del cadavere né del libro. Ci sono solo due chiodi arrugginiti infissi alla parete.

Il giorno dopo, passeggiando con Martin, l'architetto che si occupa del restauro dell'albergo, Liza crede di scorgere l'Eibon dalla vetrina di un negozio, ma si tratta di un'allucinazione. Martin si reca in biblioteca, per consultare la planimetria dell'hotel. Mentre si trova su una scala, Martin viene spaventato da un tuono improvviso e precipita a terra rimanendo paralizzato. Un gruppo di tarantole appare dal nulla e lo assale, strappandogli via le labbra, il naso, la lingua e cavandogli un occhio, mentre la pianta originale dell'hotel si dissolve lentamente dal registro.

Il dottor McCabe, intanto, va alla casa di Emily che trova abbandonata, ma qui riesce anche a scovare una copia dell'Eibon che porta via.

Nel vecchio hotel, invece, Martha entra nella stanza 36 per effettuare le pulizie. Dalla vasca da bagno emerge il cadavere dell'idraulico Joe, che spinge la donna verso un grosso chiodo, che le cava un occhio.

All'obitorio, McCabe inizia a leggere l'Eibon e, esaminando attentamente il cadavere di Zweick, scopre inciso sul polso lo stesso simbolo che si trova nel libro. Nella sua villa, Emily è minacciata da Zweick, Joe, Martha e Arthur (Giampaolo Saccarola) (il figlio di quest'ultima, ucciso anch'egli da uno spettro) che si materializzano davanti a lei sotto forma di zombi. La ragazza urla loro di andare via e gli aizza contro il suo cane, che li assale e sembra riesca a cacciarli. Tornato accanto alla sua padrona, dopo un attimo di calma l'azzanna alla gola, sgozzandola.

Liza, nello scantinato, viene intanto aggredita da Arthur e salvata ancora una volta da McCabe. I due vengono investiti da una scarica di lampi e da una pioggia di sangue. Fuggiti via, i due si recano all'ospedale, dove McCabe chiede l'aiuto del collega Harris, esperto di occultismo. L'ospedale viene assediato all'improvviso da un gruppo di zombi, e Harris muore trafitto dalle schegge di una vetrata. Durante la fuga, Liza trova Jill impaurita nell'obitorio e la porta con sé, ma all'improvviso la ragazza aggredisce Liza e viene abbattuta con un colpo di pistola da McCabe.

Liza e McCabe fuggono dall'ospedale ma si ritrovano inspiegabilmente nei sotterranei del Sette porte. I due si inoltrano nella cantina e si accorgono di essere entrati nel paesaggio raffigurato nel dipinto di Zweick. Davanti a loro c'è uno scenario surreale, pieno di cadaveri nudi, senza inizio né fine: l'aldilà. Alcune voci sussurrano continuamente i loro nomi.

Incapaci di trovare una via di fuga, i due si fermano e sbarrano gli occhi in preda al terrore e allo sgomento. Sono diventati ciechi.

Anno

1981 (39 anni fa)

Genere

Fantastico, Horror

Durata

86 minuti (1 ora e 26 minuti)

Regia

Lucio Fulci

Film di Lucio Fulci

Data di uscita

mercoledì 29 aprile 1981

Poster e locandina

Attori del film ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà

Catriona MacColl nel ruolo di Liza Merril
David Warbeck nel ruolo di dottor John McCabe
Cinzia Monreale nel ruolo di Emily
Antoine Saint-John nel ruolo di Zweick
Veronica Lazar nel ruolo di Martha
Al Cliver nel ruolo di Dottor Harris
Michele Mirabella nel ruolo di Martin Avery
Giampaolo Saccarola nel ruolo di Arthur
Laura De Marchi nel ruolo di Mary Ann
Lucio Fulci nel ruolo di Bibliotecario
Giovanni De Nava nel ruolo di Joe
Larry Ray nel ruolo di Larry
Maria Pia Marsala nel ruolo di Jill
Roberto Dell'Acqua nel ruolo di zombi
Gilberto Galimberti nel ruolo di zombi

Doppiatori originali

Serena Verdirosi nel ruolo di Liza Merril
Gino La Monica nel ruolo di Dottor John McCabe
Emanuela Rossi, Isabella Pasanisi nel ruolo di Emily
Pino Colizzi nel ruolo di Zweick e voce dell'aldilà
Cesare Barbetti nel ruolo di Dottor Harris
Manlio De Angelis nel ruolo di Martin Avery
Mario Mastria nel ruolo di Bibliotecario

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Sceneggiatura

Dardano Sacchetti, Giorgio Mariuzzo, Lucio Fulci

Soggetto

Dardano Sacchetti

Musiche

Fabio Frizzi

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