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Benazir Bhutto
Benazir Bhutto
Frasi di Benazir Bhutto - pagina 7
Benazir Bhutto
Politica pakistana
21 giugno 1953 - 27 dicembre 2007
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L'attuale governo del Pakistan ha dichiarato ingovernabili ampie zone del nostro paese, cedendole alle forze filo-talebane e pro Al Qaeda. Io credo invece che siano governabili. Dobbiamo essere realistici circa la realtà storica e politica del Pakistan. Forse in un modo perfetto l'esercito non occuperebbe un ruolo nella politica. Da questo punto di vista il Pakistan è men che perfetto.
Musharraf continua a godere del sostegno della comunità internazionale e delle forze armate del Pakistan. Ma tale sostegno non sostituisce la volontà della gente, che è priva di potere e disincantata.
Io simboleggiavo una nuova generazione. Non ero mai stata indiana; ero nata nel Pakistan già indipendente. Non avevo i complessi e i pregiudizi che avevo dilaniato indiani e pakistani nel trauma sanguinoso della spartizione. Forse la gente sperava che una nuova generazione riuscisse a evitare l'ostilità che aveva causato tre guerre, e seppellisse il passato doloroso dei nostri genitori e dei nostri nonni per vivere insieme in amicizia.
Noi temiamo soprattutto la disintegrazione del nostro paese. Il generale Zia ha privilegiato i grandi affaristi, il giro dei militari e soprattutto gli uomini del Punjab che costituiscono la gran parte dei suoi ufficiali e dei suoi più alti burocrati. In altre zone del paese non soltanto c'è fame e squallore ma anche risentimento verso i profittatori.
Mio padre
[...]
era considerato molto progressista. Diede un'istruzione ai figli e arrivò al punto di mandare le figlie a scuola, un atto che altri proprietari terrieri giudicarono scandaloso. Molti grandi proprietari feudali non si prendevano neppure il disturbo di far studiare i figli maschi.
Sciiti e sunniti erano vissuti fianco a fianco e si erano legati con innumerevoli matrimoni per più di mille anni, e le differenze erano assai meno delle analogie. La cosa fondamentale è che tutti i musulmani, indipendentemente dalla setta di appartenenza, si sottomettono alla volontà di Dio, credendo che non vi sia altro Dio che Allah, e che Maometto sia il suo ultimo profeta. Questa è la definizione coranica del musulmano, e nella nostra famiglia era ciò che contava.
[Su Richard Nixon]
Nixon si è considerato continuamente al di sopra della legge, in grado di fare ciò che voleva. L'ultimo sovrano inglese che lo fece perse la testa.
La stragrande maggioranza della gente, pensavo, sapeva che abbracciare l'interpretazione fondamentalista della Shariah avrebbe significato riportare indietro di mille anni i progressi che i pakistani avevano fatto nel campo dei diritti umano e dello sviluppo economico. Sarebbe stato necessario abolire completamente il sistema bancario, ad esempio, perché un'interpretazione ristretta dell'Islam considera usura la richiesta di un interesse, e le donne avrebbero dovuto rinunciare a tutti i passi avanti che mio padre le aveva incoraggiante a compiere.
Mio padre, infatti, aveva aperto alle donne la diplomazia, gli impieghi statali, la polizia. Per promuovere l'istruzione femminile aveva nominato una donna alla carica di vicecancelliere dell'Università di Islamabad, e nel governo aveva affidato a due donne i ruoli di governatore del Sindh e vicepresidente dell'Assemblea nazionale. Anche le comunicazioni erano state aperte alle donne; per la prima volta erano apparse in televisione donne giornaliste.
[Sul conflitto indo-pakistano]
L'origine della tensione tra i nostri due paesi è il Kashmir. Io vorrei trovare una soluzione, ma l'India rifiuta ogni discussione: secondo New Delhi, non c'è nulla da discutere perché il Kashmir fa parte dell'India e basta. Con queste premesse ogni speranza di dialogo fallisce.
L'attuale ideologia pachistana riguardante il ruolo dei sessi considera gli uomini come coloro che guadagnano il pane per la famiglia, mentre il mondo delle donne spesso è letteralmente confinato tra le pareti domestiche, dove sono madri e mogli. Le disuguaglianze tra i sessi sono indiscutibili prendendo atto delle statistiche: oggi vi sono soltanto 65 donne alfabetizzate ogni cento uomini. La tradizione ostacola l'accesso alla scuola media, secondaria e universitaria delle bambine, particolarmente nelle aree rurali. Il tessuto sociale pachistano sta sperimentando un cambiamento sostanziale: vi è una battaglia in corso per il futuro del Pakistan, paese che attualmente si trova davanti a un bivio e deve scegliere tra la strada delle riforme o la strada che riconduce al passato.
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