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Il primo re

Frasi del film

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Frasi di Il primo re

Riassunto e trama del film Il primo re

[da Wikipedia]

Latium vetus, 753 a.C.: i due fratelli pastori Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi) vengono travolti da un'improvvisa e violenta esondazione del fiume Tevere, perdendo così tutti i capi di bestiame e finendo spiaggiati nel territorio della potente città di Alba Longa, i cui abitanti li prendono come schiavi. Ribellatisi ai loro carcerieri, i due fratelli liberano anche gli altri prigionieri latini e sabini e, avuta la meglio nella battaglia, riescono a fuggire per raggiungere il Tevere, prendendo in ostaggio, sotto richiesta di Romolo, la sacerdotessa della dea Vesta Satnei (Tania Garribba), portatrice del sacro fuoco, così da conservare il favore degli dei. Durante la fuga, si manifesta un dissidio tra il capo latino Tefarie (Massimiliano Rossi) da una parte e Remo dall'altra, per l'insistenza di Remo a portare con sé il fratello Romolo, rimasto gravemente ferito nella ribellione. Remo uccide in duello Tefarie, diventando di fatto capo della neo-costituita tribù.

Guidata da Remo, la tribù tende un'imboscata vittoriosa ad un gruppo di guerrieri del clan Testa di Lupo (Emilio De Marchi) e raggiunge il loro pago, abitato ormai soltanto da vecchi, donne e bambini, di cui Remo si nomina re. Questi, nel corso di un sacrificio, chiede a Satnei un'aruspicina per conoscere il proprio futuro. La sacerdotessa predice che uno dei due fratelli diventerà un grande re e fonderà un impero più grande di ogni immaginazione; per diventare tale, però, dovrà uccidere l'altro fratello. Remo e la sua tribù interpretano la divinazione vedendo in Romolo colui che dovrà morire per la grandezza del fratello.

Remo, rifiutandosi di accettare un tale ordine divino che gli impone di sacrificare il fratello, inveisce contro gli dei, spegne il sacro fuoco di Vesta, uccide il vecchio sacerdote del pago e incatena Satnei nel mezzo della foresta, preda inerme degli animali selvatici. Tornato nel villaggio, gli dà fuoco e riduce tutti gli abitanti a suoi schiavi. Ben presto Romolo, ormai completamente guarito, affronta il fratello che, resosi conto dei suoi eccessi, tenta invano di liberare Satnei, ormai morente dopo esser stata aggredita dagli animali selvatici. Satnei rivela a Remo che entrambi hanno svolto inconsapevolmente la loro parte nella profezia e che il fratricida designato ora è Romolo, in quanto risparmiato da suo fratello. Prima di spirare, la sacerdotessa incita infine Remo a fuggire.

Romolo diviene il capo degli abitanti del pago poiché riesce a riaccendere il sacro fuoco e incarica una giovane del villaggio di sorvegliarlo perché rimanga sempre acceso, creando così la prima vestale. Remo e la sua tribù tentano di raggiungere il Tevere, ma vengono assaliti e decimati dalla cavalleria albana. Remo e pochi altri si salvano grazie all'intervento a loro difesa della tribù di Romolo.

Nonostante Romolo sia disponibile a riappacificarsi col fratello, Remo rivendica per sé la sua tribù, ritenendoli suoi schiavi. Ormai isolato, Remo minaccia di spegnere il sacro fuoco custodito dalla tribù di Romolo, superando la linea che il fratello aveva tracciato per terra intimandogli di non superarla. Tra i due incomincia quindi un combattimento mortale in cui Remo, consapevole di non avere più seguito nella tribù, decide di compiere l'estremo sacrificio, inducendo il fratello ad ucciderlo per far sì che la profezia si compia. In punto di morte Remo si riappacifica col fratello, riconoscendolo come suo re e incoraggiandolo ad attraversare il fiume e a fondare là una città sicura.

Romolo e la sua tribù superano così il Tevere e allestiscono una pira per il fratello, come richiesto da quest'ultimo prima di morire. Romolo giura di costruire sulle sue ceneri la città più grande e potente che il mondo abbia mai visto, in grado di spodestare il dominio della spietata Alba Longa e di qualunque tiranno, e dove tutti i latini possano trovare casa senza distinzioni e pregiudizi, dando a questa città il nome di Roma.

Nei titoli di coda, una mappa animata mostra l'espansione del territorio soggetto a Roma nel corso dei secoli, fino al suo culmine nel 117 sotto l'imperatore Traiano.

Nota

La storia è ambientata nel 753 a.C., secondo la tradizione l'anno di fondazione di Roma. Il film è una rivisitazione del mito di Romolo e Remo.

Anno

2019 (2 anni fa)

Genere

Azione, Epico, Storico

Durata

127 minuti (2 ore e 7 minuti)

Regia

Matteo Rovere

Film di Matteo Rovere

Data di uscita

giovedì 31 gennaio 2019

Poster e locandina

Attori del film Il primo re

Alessandro Borghi nel ruolo di Remo
Alessio Lapice nel ruolo di Romolo
Fabrizio Rongione nel ruolo di Lars
Massimiliano Rossi nel ruolo di Tefarie
Tania Garribba nel ruolo di Satnei
Lorenzo Gleijeses nel ruolo di Purtnass
Vincenzo Crea nel ruolo di Elaxantre
Max Malatesta nel ruolo di Veltur
Fiorenzo Mattu nel ruolo di Mamercus
Gabriel Montesi nel ruolo di Adieis
Antonio Orlando nel ruolo di Erennis
Vincenzo Pirrotta nel ruolo di Cai
Michael Schermi nel ruolo di Aranth
Ludovico Succio nel ruolo di Marce
Martinus Tocchi nel ruolo di Lubces
Marina Occhionero nel ruolo di Acca Larenzia
Nina Fotaras nel ruolo di Ramtha
Emilio De Marchi nel ruolo di Testa di Lupo
Luca Elmi nel ruolo di Maccus

Trailer

Soggetto e sceneggiatura

Filippo Gravino, Francesca Manieri, Matteo Rovere

Musiche

Andrea Farri

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