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Lo chiamavano Trinità

Frasi del film

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Frasi di Lo chiamavano Trinità

Riassunto e trama del film Lo chiamavano Trinità

[da Wikipedia]

Nel Far West (forse il Nevada del 1870), il pistolero Trinità (Terence Hill), criminale pigro e dal cuore d'oro detto la mano destra del diavolo, vaga nel deserto sdraiato su una slitta trainata dal suo cavallo. Giunto in una squallida locanda, entra per rifocillarsi (mangiando avidamente un'intera padella di fagioli e spaventando l'oste e la moglie nativa americana), si scontra con due cacciatori di taglie e sottrae loro un uomo messicano, riprendendo il suo viaggio senza meta.

Trinità giunge in un paese dove trova Bambino (Bud Spencer), suo fratello, detto la mano sinistra del diavolo e scopre il suo nuovo 'mestiere' di sceriffo. Bambino si trova alle prese con tre uomini del latifondista locale, il maggiore Harriman, che gli impongono di liberare un loro amico colpevole di aver violentato una donna, moglie del giudice che lo dovrà processare. Dopo che Bambino ha ucciso i tre pistoleri, Trinità conduce il messicano dentro l'ufficio dello sceriffo. Dopo avere ubriacato e curato il messicano, Trinità interroga il fratello sulla sua nuova stella di sceriffo. Costui lo rassicura sul fatto di essere sempre un delinquente e un ladro di cavalli, spiegandogli di avere sparato al vero sceriffo per un errore di valutazione e di avergli sottratto la stella, sostituendosi a lui nel paese, in attesa dell'arrivo dei suoi complici, Faina (Ezio Marano) e il Timido (Luciano Rossi), per poi andarsene a rubare in California.

Dopo essersi ripulito, Trinità vede Bambino entrare nel saloon per fare una minaccia al maggiore Harriman, al suo inserviente Jeff (Riccardo Pizzuti) e ai suoi uomini, che hanno picchiato per l'ennesima volta gli agricoltori mormoni stanziati in una valle che il Maggiore vorrebbe per sé, per poter tenere lì la sua mandria, ancora da marchiare (essendo ossessionato dalla bellezza dei cavalli). Bambino è disposto ad impedirglielo, ma solo per potersi impossessare lui della mandria. Dopo essere tornato in ufficio, Bambino offre al fratello la possibilità di aiutarlo a combattere gli uomini del Maggiore, ma visto il suo irremovibile rifiuto lo esorta infine ad andarsene.

Il giorno seguente, il maggiore scende nella valle di suo interesse, al confine con il Messico, e invita caldamente i mormoni ad andarsene, ma loro non cedono. Tornato sopra alla collina, il maggiore osserva un episodio di prepotenza da parte dei tagliagole di Mezcal (Remo Capitani), un bandito messicano, i quali, oltre a maltrattare i mormoni, pretendono di farsi servire arrosto e vino da loro, ogni volta che oltrepassano il confine; il Maggiore ne fa tesoro, anche se Mezcal era un suo vecchio nemico.

Nel frattempo, in paese, Trinità assiste a un altro sopruso: Jeff e un altro uomo del maggiore scacciano due donne (Sarah (Gisela Hahn) e Giuditta (Elena Pedemonte) ) e un uomo mormoni che volevano acquistare della merce nell'emporio del maggiore. Trinità, innamorato di Sarah e Giuditta, decide di intervenire: permette ai mormoni di prendersi ciò di cui necessitano e picchia gli scagnozzi del maggiore. Uscito dal negozio, il giovane si reca al saloon, dove incita il Maggiore a lasciare in pace gli agricoltori, e, come avvertimento, ferisce per difesa due dei suoi uomini. A sera, quando Bambino lo viene a sapere, si infuria ed esorta ancora una volta il fratello ad andarsene, ma costui attraverso un ricatto riesce a rimanere come vice-sceriffo. Tornati ancora una volta al saloon, i due fratelli pestano gli scagnozzi del maggiore Harriman, che, per offenderli, avevano attribuito dei termini poco educativi alla loro madre prostituta.

Il giorno dopo i due si recano dagli agricoltori, dove vengono invitati a pranzo da padre Tobia (Dan Sturkie), il capo compagnia, ma prima di mandare giù un boccone, giunge Mezcal che insieme ai suoi uomini inizia subito a tormentare i mormoni, e non trovando il vino, li fa mettere in fila e li prende a sberle uno ad uno finché però non è il turno di Bambino, che, a differenza loro (che non sono violenti), ricambia con forza, picchiando Mezcal e mettendo in fuga i tagliagole.

Il Maggiore nel frattempo recluta due pistoleri forti, Bounty Killer e Mortimer (Dominic Barto), col compito di sistemare lo sceriffo e il suo aiutante e scacciare i mormoni, ma Trinità cede al suo "prurito" alle mani (che gli viene quando vede abili pistoleri) e li concia per le feste. Furioso, il Maggiore chiede le dimissioni di entrambi i fratelli con la minaccia di parlare della condotta dei due al governatore. Ma Bambino, in quanto ladro di cavalli e basta, risponde sbuffando e se ne torna in ufficio, noncurante di ciò. Intanto il vero sceriffo del paese, che si scopre non essere morto ma solo azzoppato, mette una taglia su Bambino.

Trinità si reca dai mormoni e dopo aver incontrato le due belle ragazze che aveva già aiutato, decide di rimanere con loro. Giungono intanto due uomini dal deserto, subito identificati come Faina e il Timido, che Trinità conduce dal loro capo, Bambino. Qui i due rivelano di aver azzoppato l'altra gamba dello sceriffo ferito in precedenza da Bambino. All'inizio Bambino si rifiuta di aiutare il fratello, ma Trinità gli giura che se lo aiuterà con il maggiore, lui potrà ottenere tutta la mandria di quest'ultimo e gli promette anche che non gli darà più fastidio e che si stabilirà con i Mormoni, sposando Sarah e Giuditta, visto che la loro religione consente la poligamia.

Nel frattempo Mezcal stringe un patto con Harriman: il primo scaccerà i mormoni, mentre il secondo gli concederà di "rubare" 20 dei suoi cavalli. Nel frattempo Trinità, Faina e il Timido addestrano i mormoni alla difesa a pugni. Faina becca un uomo messicano, Emiliano, e, dopo averlo costretto a parlare col fucile di Bambino al naso, vengono a sapere dal messicano stesso che egli è un uomo di Mezcal inviato a spiarli, e che il suo capo ha fatto il patto con il Maggiore. Allora, nella notte, sostituendosi al messicano, Trinità ruba tutta la mandria di cavalli, che Bambino brama di tenersi per sé. Il vero sceriffo zoppo intanto giunge in paese, ma il segretario di Bambino, Jonathan Swift (Steffen Zacharias), lo manda da un'altra parte, pretendendo poi da Bambino una parte della mandria del maggiore.

Intanto alla valle arrivano i messicani e il maggiore, per l'ultimo scontro e per farla finita coi mormoni, prendendoli a pugni. Ma, grazie alle abilità e al coraggio appresi da Trinità, i mormoni trionfano e picchiano Mezcal, Jeff e gli altri uomini del Maggiore, che, a battaglia finita e persa, si arrende e decide di andarsene in esilio in Nebraska, mentre Mezcal viene presumibilmente arrestato. Manca però l'ultima amara sorpresa: la mandria di cavalli, che Bambino voleva insieme ai complici, viene marchiata dai mormoni, che ora sono i padroni delle bestie e non sapevano nulla, e allora Bambino si arrabbia con padre Tobia e con il fratello, che sapeva tutto questo.

Trinità vorrebbe restare con i mormoni, ma dopo avere meglio compreso la vita che lo attende - essere circonciso, gettare le armi per farne strumenti di lavoro e pace, lavorare faticosamente ogni giorno e andare a pregare la sera - cambia rapidamente idea, scappando e inseguendo il fratello e la sua banda diretti verso la California, dopo aver indirizzato il vero sceriffo sulle loro tracce, per vendetta verso Bambino e per riposare solo lui tranquillo in California, come casa definitiva.

Anno

1970 (49 anni fa)

Genere

Comico, Commedia, Western

Durata

113 minuti (1 ora e 53 minuti)

Regia

E.B. Clucher

Film di E.B. Clucher

Data di uscita

martedì 22 dicembre 1970

Poster e locandina

Attori del film Lo chiamavano Trinità

Bud Spencer nel ruolo di Bambino
Terence Hill nel ruolo di Trinità
Farley Granger nel ruolo di maggiore Harriman
Remo Capitani nel ruolo di Mezcal
Dan Sturkie nel ruolo di Tobia
Ezio Marano nel ruolo di Faina
Luciano Rossi nel ruolo di Timido
Steffen Zacharias nel ruolo di Jonathan Swift
Gisela Hahn nel ruolo di Sarah
Elena Pedemonte nel ruolo di Giuditta
Ugo Sasso nel ruolo di sceriffo zoppo
Michele Cimarosa nel ruolo di messicano
Riccardo Pizzuti nel ruolo di Jeff
Dominic Barto nel ruolo di Mortimer
Tony Norton nel ruolo di bounty killer
Gigi Bonos nel ruolo di oste della locanda all'inizio del film
Osiride Pevarello nel ruolo di Gioele
Giancarlo Bastianoni nel ruolo di uomo del maggiore
Roberto Dell'Acqua nel ruolo di mormone
Alberto Dell'Acqua nel ruolo di mormone
Jess Hill nel ruolo di bambino

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Soggetto e sceneggiatura

E.B. Clucher

Musiche

Franco Micalizzi, Lally Scott

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