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Tenebre

Frasi del film

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Frasi di Tenebre

Riassunto e trama del film Tenebre

[da Wikipedia]

New York. Peter Neal (Anthony Franciosa), scrittore di romanzi gialli, si reca in bicicletta a prendere un volo per Roma. Il suo autista si fa trovare al'aeroporto con la valigia e una borsa pronte per la partenza. Dopo essersi cambiato nel bagno dell'aeroporto, Peter viene chiamato al desk, dove lascia momentaneamente la sua borsa in terra, per una telefonata dell'ex fidanzata Jane, che però lo sta chiamando dall'aeroporto stesso. Infatti proprio lei, accanto a un'altra donna complice, lo guarda partire in aereo.

Intanto in un centro commerciale di Roma una giovane, Elsa Manni (Ania Pieroni), viene attirata dall'ultimo libro di Peter, Tenebrae, e decide di rubarne una copia, ma viene scoperta dal titolare che si rende conto che la ragazza è cleptomane e perciò non nuova del mestiere; decide di lasciarla andare quando lei gli scrive il suo indirizzo per incontrarsi dopo il lavoro. Mentre si reca a casa, Elsa viene importunata da un clochard ubriaco che tenta di saltarle addosso, ma la ragazza lo aggredisce e fugge rientrando in casa; il clochard la vede dalla finestra mentre viene aggredita alle spalle da qualcuno che la minaccia e poi la uccide tagliandole la gola con un rasoio dopo averle messo delle pagine del libro rubato in bocca. Il clochard, testimone dell'omicidio, fugge mentre l'assassino scatta delle foto al cadavere e successivamente lascia una lettera indirizzata a Peter sotto la porta del suo appartamento romano.

Arrivato a Roma, Peter viene accolto da alcuni giornalisti tra cui una sua vecchia amica di università, Tilde (Mirella D'Angelo), la quale durante la conferenza stampa lo accusa di misoginia per la violenza che lo scrittore infligge ai personaggi femminili dei suoi libri, soprattutto nell'ultimo romanzo. In seguito Peter e il suo agente Bullmer (John (Marino Masè) Saxon) vengono raggiunti dall'assistente personale, Anne (Daria Nicolodi), e dal tirocinante tuttofare Gianni (Christian Borromeo), i quali lo accompagnano al suo appartamento dove scopriranno che i vestiti nella borsa di Peter sono stati rovinati. Dentro l'appartamento trovano il capitano Germani (con la collega l'ispettrice Altieri) che dice di aver trovato la porta aperta e informa Peter dell'omicidio di Elsa e delle atroci modalità, soffermandosi sul particolare delle pagine del libro. Inoltre gli mostra la lettera che l'assassino ha lasciato e aprendola Peter legge una frase del suo libro scritta con lettere di giornale. Squilla il telefono ed è proprio l'assassino che informa lo scrittore che è solo l'inizio di tutto e che un giorno si incontreranno. Il killer è probabilmente in una cabina telefonica appena fuori dall'appartamento e i due poliziotti cercano di trovarlo ma senza successo. Intanto il killer ha una sorta di incubo in cui una ragazza flirta con tre uomini su una spiaggia; quando arriva un quarto uomo che la schiaffeggia facendola sanguinare, gli altri tre lo inseguono, lo buttano per terra e lei gli ficca in gola il tacco della sua scarpa rossa.

Nel frattempo Tilde è in un locale gay con la sua compagna la quale è in procinto di mettere in atto l'ennesimo tradimento con un tizio che ha appena conosciuto e informa la giornalista che lo ospiterà nella loro casa. Quando Tilde torna a casa trova la sua compagna ubriaca e le due hanno un alterco; l'amica sale in camere e mette un disco a tutto volume. Poco dopo, l'assassino rompe una finestra e uccide Tilde con lo stesso rasoio utilizzato per il precedente omicidio; nella colluttazione si rompe un vaso che allarma la compagna che spegne la musica e scende al piano inferiore dove vede Tilde sgozzata. Tenta di fuggire ma l'assassino la raggiunge e uccide anche lei allo stesso modo. Prima di andarsene scatta delle foto alle vittime che poi conserva in una sorta di cantina dove lava il rasoio insanguinato.

Il giorno dopo Peter conosce Maria, la figlia quattordicenne del portiere del palazzo, che va da lui per accendergli lo scaldabagno. Il killer lascia un'altra lettera mentre sia Peter che Anne sono in casa e quando la vedono escono per intercettarlo, ma anche stavolta non ci riescono. La lettera contiene una frase in latino che lascia presagire che il killer abbia colpito ancora. Peter va in televisione per un'intervista, ma viene avvicinato dal conduttore, Cristiano Berti (John Steiner), il quale sembra molto interessato al fatto che Peter nei suoi romanzi dia molto spazio e importanza alla perversione umana e ai suoi effetti sulla società. Secondo Berti il killer del libro ritiene che tutto ciò che può essere definito "diverso" è corrotto e aberrante e perciò da eliminare. Dopo l'intervista Peter è con Anne e vede dalla finestra una macchina alla cui guida c'è Jane, la sua ex. Anne suggerisce a Peter che possa essere stata proprio Jane a rovinargli la valigia prima che lui partisse ed esce. Il killer nel frattempo ha preso di mira un'altra potenziale vittima, una prostituta, ma nel momento di avvicinarla si rende conto di aver dimenticato la chiave della cantina attaccata alla porta.

La scena si sposta all'Eur dove Maria, la figlia del portiere, litiga col fidanzato che la fa scendere dalla moto e la lascia sola di notte. Mentre si incammina per tornare a casa, un grosso dobermann l'attacca ferendola; la ragazza con un ramo riesce ad allontanare il cane che però continua a inseguirla, fino a quando la ragazza si rifugia nella cantina di una villa, che poi si scoprirà essere l'abitazione dell'assassino. Qui trova le foto dei cadaveri e i ritagli di giornale che il killer usava per mandare le lettere a Peter; ne prende qualcuna da portare alla polizia come prova e sale nella lussuosa casa per chiedere aiuto. Quando prende il telefono arriva l'assassino che cerca di ucciderla con il rasoio, ma Maria riesce a disarmarlo e a fuggire. L'assassino allora prende un'ascia e raggiunta Maria in un vicolo cieco la uccide. Il giorno dopo viene rinvenuto il cadavere e Peter riceve l'ennesima lettera nella quale il killer si scusa per aver ucciso l'innocente Maria, aggiungendo che alla fine di tutto a morire sarà proprio lui, il "grande corruttore".

Peter, con l'aiuto di Anne e Gianni, decide di mettersi seriamente sulle tracce del killer: lo scrittore ripensa alla conversazione avuta con Cristiano Berti, trovando strano il morboso interesse che il giornalista ha per Tenebrae e i temi trattati nel romanzo. Convinto di seguire la pista giusta, decide così di appostarsi fuori dalla casa di Berti seguito da Gianni; mentre quest'ultimo si avvicina per vedere meglio, improvvisamente va via la luce e una voce urla "Le ho uccise tutte io!". Berti viene ucciso con un colpo d'ascia alla testa davanti agli occhi terrorizzati di Gianni che fugge dopo che il killer ha rotto una vetrata con un oggetto metallico, mentre Peter si ritrova incosciente a terra con una ferita alla testa senza sapere chi gliel'abbia procurata. Anne rimane a dormire da Peter e i due passano la notte insieme. Il killer ha un altro dei suoi incubi in cui la stessa ragazza della spiaggia viene aggredita da lui e uccisa a coltellate accanto a una piscina. Peter comunica a un incredulo Bullmer la sua decisione di andarsene prima che sia troppo tardi e quest'ultimo lo fa desistere dicendogli che lo farà nascondere in un posto sicuro che solo lui conosce facendo credere a tutti che sia andato via dall'Italia. Quando Peter esce, Bullmer apre una porta del suo ufficio da cui esce Jane, con il quale l'agente letterario ha una storia clandestina. Peter e Gianni vanno alla casa del killer, ora scena del crimine, dove Germani interroga nuovamente Peter su Berti. Lo scrittore racconta al capitano la sua impressione che Berti nutrisse un'ossessione per i suoi libri e la violenza in essi contenuta. Nel dialogo con Germani, Peter cita Conan Doyle dicendo che in un'indagine, eliminato l'impossibile, quello che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità. Il detective rimane sorpreso da questa affermazione, mentre Peter gli comunica la sua decisione di lasciare la città. Nel frattempo Jane trova davanti alla porta di casa un pacco contenente un paio di scarpe rosse; mentre Bullmer la sta aspettando per pranzare insieme, viene accoltellato a morte e una folla di persone tenta di soccorrerlo mentre Jane, con le scarpe rosse, arriva e alla vista del cadavere scappa.

Peter è in procinto di partire per Parigi e Gianni, prima di salutarlo, gli rivela di avere intenzione di tornare alla casa di Berti per cercare di capire bene quello che era successo. Il ragazzo, arrivato davanti alla vetrata dove ha assistito alla scena dell'omicidio, si rende conto che la frase che aveva sentito sugli omicidi era stata pronunciata da Berti stesso e che quindi il killer era proprio lui, chiedendosi a questo punto chi potesse essere stato ad ammazzarlo. Torna in macchina ma viene strangolato a morte con una corda da qualcuno che poi prende una grossa ascia nascosta in un albero lì vicino. Jane chiama casa di Peter e trova Anne, a cui chiede aiuto per delle cose che dice di aver fatto e Anne decide di raggiungerla. Intanto Germani e l'ispettrice Altieri interrogano la donna di servizio di Bullmer la quale rivela loro che l'agente aveva una relazione. Jane, armata di pistola, viene aggredita dal killer che le taglia una mano e poi la fa a pezzi con l'ascia. Il killer ha nuovamente la visione della ragazza che ha ucciso e dopo averla accoltellata le ruba le scarpe rosse. Nel frattempo arriva, da sola, anche l'ispettrice Altieri, che aveva saputo della relazione di Jane con Bullmer e voleva indagare, e viene uccisa con un colpo d'ascia: l'assassino è Peter. Germani arriva in quel momento con Anne e svela che Berti, ossessionato da Peter e dal suo lavoro, aveva commesso i primi omicidi e Peter, dopo aver capito che il killer era lui e dopo averlo ucciso, l'ha fatto "vivere" abbastanza a lungo per vendicarsi del suo agente e della sua ex fidanzata. Germani era stato aiutato proprio da Peter a capire il mistero grazie alla sua citazione di Conan Doyle. Lo scrittore tira fuori improvvisamente un rasoio e si sgozza davanti agli occhi increduli di Germani e Anne. I due tornano alla macchina sotto la pioggia incessante e Germani, dopo aver chiamato i rinforzi, rivela ad Anne di aver capito che il killer era Peter perché da giovane era stato accusato dell'omicidio della famosa ragazza con le scarpe rosse ma per assenza di prove era stato assolto. Germani spiega che in Tenebrae Peter aveva fatto una sorta di confessione, mettendo a nudo come quell'atto di porre fine alla vita di una persona che gli aveva fatto del male lo aveva inebriato e gli aveva regalato un senso di assoluta libertà e riscatto. L'ispettore rientra in casa e vede che il cadavere di Peter non c'è più; infatti il rasoio usato dallo scrittore era finto, ma fa appena in tempo ad accorgersene che Peter lo aggredisce alle spalle uccidendolo con l'ascia; il cadavere fa cadere contro la porta a vetri della casa una scultura di metallo composta da vari aculei di metallo. Anne, insospettita dal rumore, esce dalla macchina e si dirige all'ingresso della villa, ma non riesce a entrare per la porta bloccata dalla scultura; Peter si avvicina alla porta per uccidere anche Anne, ma lei riesce ad aprire e la scultura trafigge Peter. Lo scrittore muore sotto gli occhi della donna, mentre lei, sotto shock, urla disperata.

Anno

1982 (37 anni fa)

Titolo originale

Tenebre

Genere

Giallo, Poliziesco, Thriller

Durata

96 minuti (1 ora e 36 minuti)

Regia

Dario Argento

Film di Dario Argento

Data di uscita

giovedì 28 ottobre 1982

Poster e locandina

Attori del film Tenebre

Anthony Franciosa nel ruolo di Peter Neal
John Saxon nel ruolo di Bullmer
Daria Nicolodi nel ruolo di Anne
Giuliano Gemma nel ruolo di capitano Germani
Christian Borromeo nel ruolo di Gianni
Mirella D'Angelo nel ruolo di Tilde
Veronica Lario nel ruolo di Jane McKerrow
Ania Pieroni nel ruolo di Elsa Manni
Eva Robin's[1] nel ruolo di ragazza della spiaggia
Carola Stagnaro nel ruolo di ispettrice Altieri
John Steiner nel ruolo di Cristiano Berti
Lara Wendel nel ruolo di Maria Alboreto
Isabella Amadeo nel ruolo di segretaria di Bullmer
Mirella Banti nel ruolo di Marion
Ennio Girolami nel ruolo di manager del grande magazzino
Marino Masè nel ruolo di John
Fulvio Mingozzi nel ruolo di Alboreto il portiere
Giampaolo Saccarola nel ruolo di dottore
Ippolita Santarelli nel ruolo di prostituta
Lamberto Bava nel ruolo di riparatore
Michele Soavi nel ruolo di fidanzato di Maria

Doppiatori originali

Emilio Cappuccio nel ruolo di Peter Neal
Carlo Sabatini nel ruolo di Bullmer
Pino Locchi nel ruolo di capitano Germani
Carlo Valli nel ruolo di Cristiano Berti
Bruno Alessandro nel ruolo di Alboreto il portiere

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Soggetto e sceneggiatura

Dario Argento

Musiche

Massimo Morante, Fabio Pignatelli, Claudio Simonetti (Goblin)

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