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Il pianeta delle scimmie (film 1968)

Frasi del film

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Frasi di Il pianeta delle scimmie (film 1968)

Riassunto e trama del film Il pianeta delle scimmie (film 1968)

[da Wikipedia]

Nel 1972 l'astronauta George Taylor (Charlton Heston) e i suoi colleghi Landon (Robert Gunner), Dodge (Jeff Burton) e la signorina Stewart partono per lo spazio a bordo dell'astronave Icarus con l'intento di ibernarsi per sopravvivere al loro viaggio spaziale di 700 anni dalla Terra finché non troveranno un nuovo mondo da popolare, con la speranza però che nei secoli il genere umano si evolva in una razza più intelligente e pacifica. Mentre sono ibernati la loro astronave è catturata dall'orbita di un pianeta desolato e precipita in un lago. A bordo si attiva automaticamente il sistema di rianimazione dallo stato di ibernazione in cui era tenuto l'equipaggio e al risveglio i tre scoprono che la Stewart è morta nello spazio per un guasto alla cabina di crioconservazione. Intanto la loro nave sta affondando e devono mettersi in salvo su un canotto gonfiabile.

Prima di abbandonare la navetta, Taylor nota sul calendario di bordo di essere nell'anno 3978. Una volta approdati a terra, Dodge testa il terreno e dal risultato deduce che non può supportare la vita. Nonostante ciò trovano delle piante durante un cammino nel deserto e anche un'oasi dove si buttano in acqua a nuotare. Quando escono scoprono che i loro vestiti sono stati rubati da un gruppo di uomini selvaggi e si mettono a seguirli fino a un campo di granturco. Improvvisamente i tre e i selvaggi vengono assaliti da un'orda di gorilla a cavallo e armati. Dodge viene ucciso, mentre Taylor viene ferito da un colpo di fucile alla gola e Landon stordito.

I cavalieri scimmieschi portano i due astronauti, e gli uomini selvaggi sopravvissuti all'attacco, in una città popolata da altre scimmie antropomorfe che sanno parlare. A Taylor viene curata la sua ferita, ma per un periodo di tempo non riesce a parlare come gli uomini primitivi, venendo così gettato dietro le sbarre come un animale, in compagnia di una ragazza che in seguito chiamerà Nova (Linda Harrison) . Taylor scopre così che in questo pianeta le scimmie sono esseri intelligenti che hanno sviluppato una civiltà piuttosto evoluta a livello preindustriale e la loro società è divisa in caste: i gorilla sono soldati e il corpo della polizia, gli oranghi sono amministratori, preti e i politici, e gli scimpanzé scienziati e intellettuali, mentre gli umani si comportano e vengono trattati come animali selvaggi utili solo per esperimenti scientifici.

Taylor suscita interesse da parte di due scienziati, la veterinaria Zira (Kim Hunter) e l'archeologo Cornelius (Roddy McDowall), il compagno di lei, i quali lo soprannominano "Occhi Vivi". L'astronauta prova a comunicare scrivendo sulla sabbia, ma i suoi tentativi vengono celati dal superiore di Zira e Cornelius, il Professor Zaius (Maurice Evans), un orango. In seguito Taylor riesce a rubare della carta a Zira e le scrive un messaggio, convincendo finalmente i due scimpanzé di essere intelligente. Zaius invece ordina la castrazione di Taylor, che riesce a fuggire e a nascondersi in un museo della città, dove scopre con orrore che Dodge è stato imbalsamato e tenuto in esposizione come una curiosità, siccome gli uomini selvaggi non possiedono la pelle scura come la sua. Quando Taylor viene catturato dai gorilla riacquista la capacità di parlare e gli dice rabbioso: "Toglimi quelle zampacce di dosso, maledetto sporco gorilla!".

In seguito alla sua cattura, le scimmie organizzano un processo curato da un tribunale di oranghi: il Dottor Maximus (Woodrow Parfrey), il Dottor Honorious (James Daly) e infine Zaius stesso, per scoprire le origini di Taylor e decidere la sua sorte. La corte richiama Landon, che però è stato lobotomizzato da Zaius e quindi non è più in grado di parlare e difendere Taylor. Zaius minaccia di fare lo stesso a Taylor se non dà giustificazioni della sua presenza. Con l'aiuto del ribelle Lucius (Lou Wagner), il nipote di Zira, lei e Cornelius riescono a liberare Taylor e Nova e insieme si recano nella zona proibita, un luogo remoto al di fuori della città delle scimmie. Cornelius racconta che un anno prima organizzò una spedizione in quel posto e scoprì una caverna piena di artefatti misteriosi. Il gruppo si reca quindi nella grotta così che Taylor capisca l'evoluzione del mondo delle scimmie e possa dimostrare di non provenire dal loro mondo.

Giunti alla caverna, Taylor e il suo gruppo vengono sorpresi dal Professor Zaius e i suoi soldati. Taylor, in possesso di un fucile, minaccia di ucciderli se non lo lasciano entrare nella grotta. Pur di avere Zira, Cornelius e Lucius incolumi, Zaius accetta e gli permette di entrare, convinto anche che i manufatti siano fasulli, e quindi di provare che Taylor si sbagli. Invece Cornelius dimostra di aver scoperto tecnologia umana industriale che Taylor riconosce come una dentiera, degli occhiali, una protesi cardiaca e, con sorpresa delle scimmie, una bambola parlante. Nonostante ciò Zaius ordina ai suoi soldati di attaccare, ma Taylor e Lucius resistono e alla fine Zaius viene preso in ostaggio dall'astronauta. Sconfitto, l'orango ammette di aver capito da tempo che nel pianeta viveva una civiltà umana molto evoluta in un'epoca remota e che "La zona proibita un tempo era un paradiso... E la tua genia l'ha trasformata in un deserto, millenni fa!". Nonostante tutto, Taylor rimane scettico e alla fine Zaius gli permette di proseguire, avvertendolo però che quello che troverà potrebbe non piacergli. Mentre Taylor e Nova si allontanano a cavallo, i soldati-gorilla di rinforzo arrivano e liberano Zaius, il quale condanna Zira e Cornelius per eresia e ordina di far esplodere la grotta affinché le prove non vengano mai trovate.

Poco dopo la fuga però, Taylor scopre i ruderi della Statua della Libertà che affiorano dalla spiaggia; la statua parzialmente sepolta dalla sabbia svela la triste verità: questo pianeta "alieno" ed inospitale altro non è che la Terra. Evidentemente nei millenni trascorsi, l'Uomo ha distrutto se stesso e si è decimato a causa di una guerra nucleare che ha distrutto la civiltà e sterminato gli umani facendo però evolvere le scimmie. Il film finisce quindi con una celebre maledizione di Taylor contro la sciagurata Umanità:

Voi uomini l'avete distrutta! Maledetti, maledetti per l'eternità, tutti!

Anno

1968 (51 anni fa)

Titolo originale

Planet of the Apes

Genere

Fantascienza

Durata

112 minuti (1 ora e 52 minuti)

Regia

Franklin J. Schaffner

Film di Franklin J. Schaffner

Data di uscita

mercoledì 27 marzo 1968

Poster e locandina

Attori del film Il pianeta delle scimmie (film 1968)

Charlton Heston nel ruolo di George Taylor
Roddy McDowall nel ruolo di Cornelius
Kim Hunter nel ruolo di Zira
Maurice Evans nel ruolo di Professor Zaius
James Whitmore nel ruolo di Presidente dell'assemblea
James Daly nel ruolo di Dottor Honorious
Linda Harrison nel ruolo di Nova
Robert Gunner nel ruolo di Landon
Lou Wagner nel ruolo di Lucius
Woodrow Parfrey nel ruolo di Dottor Maximus
Jeff Burton nel ruolo di Dodge
Buck Kartalian nel ruolo di Julius
Norman Burton nel ruolo di Capo dei gorilla
Wright King nel ruolo di Dottor Galeno
Paul Lambert nel ruolo di Ministro
Dianne Stanley nel ruolo di Stewart (non accreditata)

Doppiatori italiani

Renato Turi nel ruolo di George Taylor
Massimo Turci nel ruolo di Cornelius
Vittoria Febbi nel ruolo di Zira
Alessandro Sperlì nel ruolo di Professor Zaius
Bruno Persa nel ruolo di Presidente dell'assemblea
Manlio Busoni nel ruolo di Dottor Honorious
Luciano De Ambrosis nel ruolo di Landon
Vittorio Stagni nel ruolo di Lucius
Sergio Tedesco nel ruolo di Dodge
Carlo Alighiero nel ruolo di Dottor Maximus

Biografie correlate al film Il pianeta delle scimmie (film 1968)

Sceneggiatura

Michael Wilson, Rod Serling

Soggetto

Pierre Boulle, romanzo

Musiche

Jerry Goldsmith

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