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Suburra

Frasi del film

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Frasi di Suburra

Riassunto e trama del film Suburra

[da Wikipedia]

Roma, 5 novembre 2011. Il Papa si appresta come ogni sera a cenare nell'apposita sala del Vaticano, ma sembra che un incessante dubbio lo tormenti; in seguito confida al suo segretario personale la sua intenzione di volersi dimettere. L'orgoglioso e impulsivo Aureliano Adami, detto Numero 8, boss criminale della zona di Ostia, picchia selvaggiamente il proprietario di uno stabile ad Ostia a cui ha appena appiccato fuoco, tentando di convincerlo a cedergli il terreno, per poi abbandonarlo inerme tra i resti in fiamme dell'edificio. Bacarozzo (Nazzareno Bomba), un criminale romano appena uscito di prigione dopo una condanna ventennale, incontra in un bar il sornione e autorevole "Samurai (Claudio Amendola) ", leggendario boss del crimine a Roma, ultimo superstite della Banda della Magliana e garante dei rapporti tra la piccola malavita romana, le famiglie mafiose del Sud Italia e la politica. Bacarozzo pretende con insistenza di tornare a fare affari con Samurai nelle sue vecchie attività criminali, ma trova da parte del boss un netto rifiuto. All'uscita dal bar, Bacarozzo viene travolto a tutta velocità da un'auto (molto probabilmente, per ordine di "Samurai").

L'onorevole Filippo Malgradi (Pierfrancesco Favino) è un parlamentare corrotto invischiato nella criminalità ed è amico di "Samurai" fin dagli anni di piombo. In Parlamento le tensioni sono alte e Malgradi, dopo essere uscito da un dibattito, consuma in un albergo una notte di sesso e droga assieme alla escort Sabrina (Giulia Elettra Gorietti) e ad un'altra prostituta minorenne: quest'ultima muore per un'overdose e Sabrina, spaventata, si trova costretta a chiamare "Spadino", fratello minore di Manfredi - capo del clan malavitoso zingaro Anacleti. Spadino occulta il cadavere gettandolo in un lago artificiale nei dintorni di Roma.

La mattina seguente, il 6 novembre, Spadino ricatta Malgradi pretendendo un guadagno in potere e denaro. Il politico chiede a un collega di partito (l'on. Rognati detto "Rogna") di contattare qualcuno per spaventare il giovane e farlo desistere dal suo intento. La sera stessa "Numero 8" incontra Spadino fuori da un night club alla periferia di Roma per spaventarlo. Spadino non si fa intimidire, dicendo di voler entrare negli affari che contano tramite il politico, e viene pugnalato alla gola in uno scatto d'ira di Numero 8. Nel frattempo, Sebastiano (Elio Germano), un timido e nervoso organizzatore di eventi, ha un incontro molto teso con suo padre in un bar sul Lungotevere. Dopo essersi congedati ed essere usciti dal bar, il padre si suicida gettandosi da Ponte Vittorio. Sebastiano viene portato al cospetto di Manfredi, capo del clan zingaro Anacleti e fratello maggiore di Spadino; il boss lo informa dei pesanti debiti che il padre aveva contratto con lui e ne esige immediatamente la restituzione: Sebastiano è costretto a cedere la propria abitazione, la propria auto Porsche e soprattutto la lussuosa villa della sua società in cui organizza gli eventi notturni, sua fonte di guadagno.

Il 7 novembre Sabrina, sentendo al telegiornale della morte di Spadino, teme per la sua stessa incolumità. Nel frattempo, Malgradi riceve la visita del Samurai che chiede delucidazioni sull'omicidio di Spadino, e riceve come spiegazione dal parlamentare che non era sua intenzione far uccidere il ragazzo ma solo spaventarlo. Samurai chiede se ci sono altri testimoni e si offre di dargli protezione negli ambienti malavitosi, ma in cambio gli impone di ampliare un progetto di legge sulla riqualificazione delle periferie (del quale Malgradi è promotore) fino alla zona di Ostia. A lui darà in cambio denaro e protezione dalla probabile vendetta di Manfredi. Alla stazione Tiburtina, Malgradi incontra Sabrina, le assicura di non essere il mandante dell'omicidio ma le dice che l'autore è il boss di Ostia, Numero 8, e le consiglia di non tornare a casa data la situazione pericolosa. Sabrina si reca a casa di Sebastiano, di cui è amica (essendo una frequentatrice del suo locale), e con lui si confida rivelandogli il nome dell'assassino di Spadino. Numero 8 riceve una visita da Samurai, il quale gli rimprovera l'omicidio, che - essendo Spadino affiliato ad un clan rivale - potrebbe causare una guerra di mafia e rovinare il progetto speculativo di riqualificazione delle periferie cui partecipano anche le famiglie mafiose del Meridione, per cui gli chiede di stare tranquillo fino alla realizzazione del progetto. Numero 8 però è restio alla sottomissione con i clan mafiosi del sud ai quali un tempo era legato suo padre, ma capisce che avrà guadagni dalla speculazione nella sua zona d'influenza mafiosa. Sebastiano intanto comunica a Manfredi il nome dell'assassino del fratello Spadino (saputo da Sabrina, sua confidente), sperando in un atto di clemenza del boss e nel poter riavere la sua villa come attività lavorativa. In un supermercato IperCoop di Ostia ove Numero 8 riscuote il "pizzo" insieme alla fidanzata tossicodipendente Viola (Greta Scarano), tre affiliati rom di Manfredi cercano di uccidere il giovane boss, che viene solo ferito riuscendo a sfuggire loro grazie all'aiuto di Viola e del suo braccio destro Mirko. Samurai si incontra con il cardinale Berchet, per avere dei soldi di provenienza mafiosa depositati nello IOR, il quale gli assicura, dopo aver ricevuto una velata minaccia da parte del criminale e la promessa di una quota più elevata nell'affare, che farà sbloccare i fondi, necessari per ricompensare Malgradi e gli altri politici coinvolti. Al sicuro in un molo, Viola e gli uomini di Numero 8 propongono vendetta verso il clan degli zingari per il tentato omicidio, ma il boss rifiuta. In seguito Viola e Mirko, all'insaputa di Numero 8, uccidono gli attentatori della sera precedente in un centro benessere. Manfredi riesce ad arrivare a Sabrina attraverso Sebastiano, che durante la messa funebre del padre è costretto a consegnargli le chiavi di casa sua dove è ancora ospite la ragazza; la quale viene così costretta a rivelare al boss il nome del politico per cui aveva "lavorato" quella notte. Manfredi, ancor più desideroso di vendetta (gli affiliati uccisi erano suoi fratelli), si incontra con Samurai, che gli impone di desistere in quanto Numero 8 è importante nella trattativa di Ostia. Manfredi rifiuta la proposta. Saputo di Malgradi, Manfredi si fa spiegare da Sebastiano in cosa consiste il progetto di Ostia: il progetto, chiamato Waterfront, dovrebbe trasformare il litorale ostiense in una sorta di Las Vegas; le speculazioni immobiliari attorno alla sua realizzazione saranno numerosissime, fornendo a chi entrerà nel progetto un'ottima occasione per arricchirsi enormemente. Manfredi decide di applicare la sua vendetta in modo differente e di ricattare Malgradi. Entrando di notte in casa dell'onorevole, e obbligando Sebastiano a venire con lui per aiutarlo a raggiungere un accordo, minaccia il parlamentare facendosi inserire nell'affare Waterfront e pretendendo il 20% dei guadagni. Il politico è costretto ad accettare, ed il suo figlioletto sarà affidato come prigioniero a Sebastiano, totalmente in balia degli eventi, che deve tenerlo legato e bendato in casa sua. Malgradi si incontra quindi con Samurai, spiegando del sequestro del figlio da parte del clan zingaro dei Manfredi, e chiede un aiuto. Samurai gli assicura che sistemerà tutto lui e che pensi a far votare la legge sulla lottizzazione a Ostia. Numero 8, profondamente arrabbiato con Viola, per non aver obbedito ai suoi ordini e per gli omicidi che potrebbero causare una guerra, riceve la visita di Samurai, intenzionato a mantenere una pace tra clan: pretende però parte delle sue future quote del progetto come risarcimento a Manfredi per gli omicidi, e Viola, da "consegnare" agli Anacleti. Numero 8 rifiuta categoricamente queste due offerte, insultando velatamente Samurai.

La mattina seguente, il 12 novembre, Samurai ed un altro sicario sopraggiungono silenziosamente nel capanno dove si nasconde Numero 8 e lo uccidono a sangue freddo assieme a Mirko e agli altri suoi uomini; Viola, inebetita dall'eroina che ha appena assunto, può solamente osservare disperata tutta la scena, riuscendo però a nascondersi in una botola del capanno, sfuggendo così a Samurai. In Parlamento, la legge riguardante Ostia è riuscita a passare. Samurai avvisa Manfredi, che a questo punto dà l'autorizzazione a Sebastiano di riportare il figlio al politico. L'organizzatore di eventi si aspetta che il boss, avendo lui eseguito tutti i suoi ordini, gli riconsegni la villa, ma l'uomo continua a trattarlo sgarbatamente e a tergiversare sull'argomento. Sebastiano si innervosisce e dopo aver dato una spinta al boss viene brutalmente picchiato da Manfredi, che lo abbandona incosciente per strada. Sebastiano, in serata, tende un agguato a Manfredi, lo tramortisce e dopo averlo immobilizzato lo rinchiude nella gabbia del suo feroce pitbull lasciandolo sbranare dal cane. Quella stessa sera, i politici del partito di Malgradi, intenti nei festeggiamenti per l'approvazione della legge su Ostia, ricevono un messaggio nel quale viene comunicata la caduta del Governo. Nel frattempo un amico avverte Malgradi che la magistratura sta per aprire un'inchiesta su di lui per la morte della giovane prostituta, nel frattempo ritrovata dai sommozzatori nel lago. Malgradi corre verso Palazzo Chigi, passando in mezzo ad una folla di manifestanti che inveiscono contro il governo e trovandosi poi a rincorrere vanamente l'auto del Presidente, che andrà a dimettersi e cosi si vede ormai impossibilitato a farsi rieleggere, per godere dell'immunità parlamentare. Dopo una visita affettuosa all'anziana madre, Samurai viene sorpreso sul pianerottolo dell'abitazione da Viola. Lui le dice che vuole farle una proposta, a cui lei risponde: "La prossima volta." Infine lo fredda crivellandolo di colpi.

Anno

2015 (6 anni fa)

Genere

Gangster, Drammatico, Thriller

Durata

135 minuti (2 ore e 15 minuti)

Regia

Stefano Sollima

Film di Stefano Sollima

Data di uscita

mercoledì 14 ottobre 2015

Poster e locandina

Attori del film Suburra

Claudio Amendola nel ruolo di Samurai
Pierfrancesco Favino nel ruolo di Filippo Malgradi
Elio Germano nel ruolo di Sebastiano
Alessandro Borghi nel ruolo di Aureliano Numero 8 Adami
Greta Scarano nel ruolo di Viola
Giulia Elettra Gorietti nel ruolo di Sabrina
Adamo Dionisi nel ruolo di Manfredi Anacleti
Giacomo Ferrara nel ruolo di Alberto Spadino Anacleti
Antonello Fassari nel ruolo di padre di Sebastiano
Jean-Hugues Anglade nel ruolo di cardinale Berchet
Nazzareno Bomba nel ruolo di Bacarozzo
Marco Zangardi nel ruolo di on. Rognati, detto Rogna
Andrea Pennacchi nel ruolo di on. Mercio
Pascal Zullino nel ruolo di on. Destini
Davide Iacopini nel ruolo di segretario del Papa
Lidia Vitale nel ruolo di moglie di Malgradi
Paolo Maria Scalondro nel ruolo di informatore di Malgradi
Simone Liberati nel ruolo di Mirko, guardaspalle di Numero 8
Yulia Kolomiets nel ruolo di Jelena

Trailer

Biografie correlate al film Suburra

Sceneggiatura

Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo

Soggetto

Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo (romanzo)

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